Oggi la messa di riparazione della chiesa profanata

I carabinieri presidiano la chiesa di Cà de Caroli

Scandiano, mentre proseguono le indagini, il vescovo sarà a Ca’ de Caroli per la celebrazione. Santoro chiede un consiglio comunale straordinario per trattare l’accaduto

SCANDIANO. Continua la mobilitazione collettiva dopo il raid vandalico che ha distrutto l’interno della chiesa di Ca’ de Caroli, avvenuto probabilmente nella nottata fra domenica e lunedì scorso. Sono arrivate richieste di consigli comunali per discutere la questione e oggi alle 16.30, nella chiesa, verrà celebrata una messa dal vescovo Massimo Camisasca: un gesto profondo di riparazione e ripristino del luogo profanato da persone per il momento sconosciute, ma che hanno devastato con metodo e intenzione i simboli della cristianità. Come il tabernacolo che è stato forzato e ridotto in mille pezzi, le ostie che sono state sparpagliate a terra e la vicina statua di Maria, che è stata decapitata.

Furia cieca, ma senza alcuna intenzione di rubare: dalla chiesa, infatti, non manca nulla, anche se rotti e buttati a terra ci sono ancora anche oggetti di valore. I danneggiamenti si sono allargati anche alla sagrestia e ai saloni usati abitualmente per il catechismo, dove diversi mobili sono stati fracassati, i giochi rotti, i libri strappati e buttati sul pavimento. Secondo la ricostruzione dei carabinieri che seguono le indagini, nella sagrestia, i vandali si sono fermati diverso tempo: hanno bevuto del vino e hanno lasciato sul posto delle bottiglie, che ora potrebbero essere utili agli inquirenti per le indagini.

La devastazione provocata dai vandali all'interno della chiesa


A poca distanza, nella casa in cui vive il parroco don Rino Bertoldi, sono state trovate morte alcune galline. Non è chiaro se vi sia un collegamento con quanto accaduto in chiesa. Di certo, non sono emerse testimoniane dirette: la chiesa di Ca’ de Caroli si trova in una zona abbastanza isolata, le prime case distano diverse decine di metri e di notte il traffico è ridotto. Nessuno ricorda di aver sentito o visto qualcosa di strano. Tanto più d’estate, quando la chiesa non è utilizzata e buona parte delle attività parrocchiali della comunità vengono spostate nella chiesetta di Ventoso, sui colli.

L’effrazione è stata scoperta giovedì, quando alcuni volontari sono entrati in chiesa. E subito si è levata la reazione degli abitanti e del mondo politico locale. Il consigliere comunale di opposizione Angelo Santoro ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale ad hoc e i gettoni di presenza ha proposto siano donati per contribuire alle spese di sistemazione della chiesa. «L’atto di vandalismo rappresenta un gesto talmente grave che la comunità non può rimanerne indifferente», afferma. «Lo sconcerto di tutti noi è grande, ci chiediamo il perché di un simile atto, lasciatemi dire, tanto infame quanto gratuito: cosa sta succedendo alla nostra società? Riflessioni che andrebbero fatte in un consiglio comunale apposito». L’idea della donazione del gettone di presenza era stata lanciata anche da Luca Monti, capogruppo di maggioranza.



Il timore è alto: «Non è la prima volta che in città si verificano atti che non possiamo più derubricare in bravate. I consiglieri hanno il dovere di analizzare la situazione e dare una risposta ai cittadini». Sempre sul fronte della raccolta fondi, è stato il sindaco Matteo Nasciuti, nei giorni scorsi, a lanciare l’idea di un pranzo o una cena nel sagrato della chiesa. Ora si attende la risposta della diocesi e della parrocchia.