Contenuto riservato agli abbonati

Green pass, odissea fra Emilia e Puglia: «Per ottenerlo ho impiegato due mesi»

La storia di Pierluigi Allegretti, vaccinato in due regioni diverse: le somministrazioni figuravano entrambe come prime dosi

REGGIO EMILIA. Ha contratto il Covid nel 2020 ed è guarito. Poi, quest’anno, ha regolarmente effettuato la doppia vaccinazione, sia per proteggere se stesso e gli altri dal contagio che per ottenere la certificazione verde. Fondamentale, soprattutto per poter assistere al parto della figlia che nascerà in queste ore.

Ma quella che avrebbe dovuto essere una normale routine si è invece trasformata in un lungo e assurdo calvario burocratico per il reggiano Pierluigi Allegretti. Che, per quasi due mesi, è rimasto senza green pass nonostante avesse tutti i requisiti per possederlo.


All’origine dell’intoppo il fatto che ha ricevuto le somministrazioni in due regioni differenti: la prima in Puglia, la seconda in Emilia-Romagna. Ma, per un problema di comunicazione fra aziende sanitarie, entrambe le vaccinazioni sono state registrate come prima dose. Un inconveniente che si è risolto solo ieri mattina, con il green pass che finalmente è arrivato sul fascicolo sanitario elettronico di Allegretti. A raccontare quanto accaduto è lui stesso «dopo aver segnalato inutilmente la mia situazione con innumerevoli mail inviate all’indirizzo cittadini@dgc.gov.it nel corso degli ultimi mesi. Non giorni, non settimane, mesi. Tutte mail rigorosamente andate a vuoto».

Preso dalla disperazione Allegretti si è anche rivolto all’Ausl di Reggio Emilia, «ormai una settimana fa, e comunque tale canale non ha portato ad alcun risultato se non quello di avere un contatto con un essere umano che mi ha rassicurato che per risolvere il mio problema ci sarebbe voluto del tempo. Informazione preziosa ma, come dire, largamente già sospettata nei due mesi precedenti in cui non ho avuto alcuna risposta alle mie segnalazioni».

Allegretti ripercorre poi la sua lunga odissea: «Sono guarito dal Covid-19 ad agosto del 2020 e ho ricevuto le due dosi di vaccino in due regioni differenti, Puglia ed Emilia Romagna, dove risiedo. L’ultima dose di vaccino mi è stata somministrata il 13 luglio». Fin qui tutto regolare, se non fosse che «i due sistemi sanitari non riescono ad allineare i dati e risulta quindi chi io abbia ricevuto due prime dosi e non mi sia presentato invece al richiamo, né in Puglia né in Emilia-Romagna. Per questo motivo ho ottenuto due green pass, entrambi ormai scaduti».

Una situazione giustamente definita da Allegretti «paradossale» e che per lungo tempo ha avuto «un impatto estremamente grave sulla mia vita per due motivi, sia personali che professionali: mia moglie due giorni fa ha superato il fine termine della gravidanza, può partorire letteralmente ogni giorno e io, privo di green pass, ho rischiato di non poter essere in sala parto per assisterla. Questo dovrebbe essere già sufficiente per farvi capire quanto mi premesse ottenere il documento». In secondo luogo «segnalo che sono pendolare tra Reggio Emilia e Firenze, e per poter prendere il treno ho bisogno del green pass. Se ad agosto ho potuto lavorare da casa, il ritorno in ufficio per me avrebbe potuto essere estremamente complicato».

Poi, ieri mattina, finalmente la notifica più attesa: quella arrivata sul cellulare di Allegretti e che ha segnalato l’invio della certificazione verde definitiva.