Gastronomia Piccinini, boom del fatturato negli Usa

Stefano Piccini, il fratello Matteo a destra, al centro Michela Piccinini

Baiso, balzo da 8 a 10 milioni di dollari in un anno grazie ai tortellini prodotti nello stabilimento aperto a Pasadena, in California

BAISO. C’è tanta voglia di tortellini in America. La Gastronomia Piccinini del Carnione di Baiso ha rilevato alcuni anni fa uno stabilimento alimentare a Pasadena, in California, e ha iniziato a produrre pasta fresca utilizzando le ricette della tradizione emiliana. In particolare, l’azienda reggiana ha lanciato sul mercato i tortellini, che in pochissimo tempo hanno conquistato il palato degli americani. Rispetto allo scorso anno vi è stato un incremento eccezionale del fatturato, che dagli otto milioni di dollari è passato a dieci milioni di dollari: un balzo del 25%. Questo lo si deve in gran parte ai gustosi tortellini dell’azienda reggiana.La Gastronomia Piccinini di Baiso è specializzata nella produzione di pasta fresca, pasta ripiena, pasta biologica, pasta di semola, pasta per pizza, gnocchi, tigelle, gnocco e piadine ormai da 25 anni.



IL RICAMBIO. I titolari – i fratelli Stefano e Matteo Piccinini (il primo a sinistra nella foto, il secondo a destra; al centro Michela Piccinini) – stanno lavorando al ricambio generazionale. Una scelta importante e lungimirante, perché lo scopo è quello di mantenere intatte le caratteristiche di una ditta che utilizza, per la realizzazione delle ricette della trazione emiliana della Valle del Secchia, prodotti della filiera corta: farina, formaggio, uova e altri alimenti provenienti dal territorio. Una forte realtà economica che quest’anno raggiungerà i 20 milioni di euro di fatturato, rispetto ai 18 dello scorso anno.

La Gastronomia Piccinini ha assunto nell’ultimo anno 6 giovani laureati, e sulla cinquantina di dipendenti dell’azienda si tratta di una percentuale alta. «Dobbiamo pensare al futuro – spiega Stefano Piccinini – perché se si vogliono mantenere alti i livelli di qualità è necessario innovarsi e fare sempre ricerca. Per questo abbiamo assunto dei giovani laureati che stiamo inserendo nella filiera produttiva e commerciale. Due sono destinati per lo stabilimento negli Stati Uniti, un commerciale e un esperto in alimentazione, mentre gli altri sono per la sede del Carnione».



Ultimamente l’azienda ha lanciato prodotti nuovi. «Ci sono stati chiesti prodotti idonei per i bambini e per chi non mangia la carne di maiale, come i musulmani. Mi preme specificare che nella nostra tradizione il maiale è parte integrante di tantissime ricette. Così, per non creare della confusione, abbiamo elaborato un nuovo prodotto, i quadrucci, e una sorta di raviolo piccolo e quadrato fatto con la carne di vitello. Poi c’è la pinsa, che è un tipo di focaccia che ha origini romane».

IL PACKAGING. Fra i giovani inseriti nell’azienda c’è la figlia di Stefano, Michela, che si occupa del marketing. «Ora spiega Michela Piccinini – stiamo lavorando sul packaging, ovvero gli imballi delle confezioni dei prodotti. Lo scopo è quello di ridurre al massimo l’impatto ambientale. Per alcuni prodotti stiamo utilizzando il Pet, che è la plastica utilizzata per le acque minerali, completamente riciclabile. Poco alla volta modificheremo tutti gli imballi per andare al 100% del materiale riciclabile».