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Mediopadana, il gioiello targato Calatrava mostra i segni del tempo

Usura, ruggine e primi sintomi di degrado nell’infrastruttura ferroviaria. Segnalato il malfunzionamento dello schermo con le meraviglie di Reggio

REGGIO EMILIA. Piloni in cemento arrugginiti, muffa e ragnatele negli ascensori per disabili, degrado ed erbacce soprattutto sul lato nord, dove sorgerà il nuovo parcheggio. Così appare la stazione AV Mediopadana, icona reggiana e simbolo della nostra città. Un biglietto da visita che, visto da vicino, mostra i segni del tempo. Complice forse l’anno e mezzo di pandemia, che hanno reso deserti per mesi le banchine, l’usura del gioiellino concepito da Calatrava è aumentata in modo considerevole.

Il rapido degrado della struttura non è una novità: è notorio come l’opera architettonica sia molto bella da vedere ma necessiti di un mantenimento e una manutenzione ordinaria apparse fin da subito particolarmente onerose, proprio perché la progettazione non ha tenuto conto della modalità e dei costi di manutenzione. Nonostante sia stata inaugurata otto anni fa, ben presto gli esperti hanno evidenziato come l’infrastruttura sia delicata e bisognosa di una costante cura.

Manutenzione e pulizia spettano a Rfi (Rete Ferrovieria Italiana), l’azienda pubblica cui fa capo la gestore della Mediopadana, partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato. In questi giorni i passeggeri che si sono recati in via Città del Tricolore per partire in vacanza hanno notato l’avanzare di ruggine e lo stato di semiabbandono della Mediopadana. Com’è visibile a occhio nudo e come mostrano le fotografie documentate dalla Gazzetta appaiono rose dalla ruggine le travi che sostengono il primo piano, diverse parti dei piloni che formano le “onde” e i gradini delle scale.

Il fenomeno dell’ossidazione è evidente soprattutto sul lato nord, quello verso Modena: si tratta dell’area dove Terminal One sta realizzando il nuovo parcheggio da 1.200 posti, area che finora non è mai stata utilizzata e che di conseguenza appare cosparsa da erbacce. Le segnalazioni dei cittadini riguardano pure il video wall “Destinazione turistica Emilia”, situato nel corridoio d’ingresso di fronte al bar tabaccheria: inaugurato in pompa magna dalla precedente amministrazione, è da maggio che non funziona e nessuno si è dato la pena di intervenire. Nonostante pulizie straordinarie siano state eseguite di recente, nell’autunno scorso, ragnatele e muffa sono presenti negli ascensori a nord che dovrebbero permettere alle persone diversamente abili di muoversi tra la linea dell’Alta Velocità e la tratta Reggio-Guastalla.

Mentre all’ingresso, sulla sinistra avendo la stazione di fronte, l’accesso alla porta è stato chiuso con una transenna improvvisata ed è rimasta così da ben un anno. Infine c’è il tema parcheggi. Finora non ci si è interrogati sulle conseguenze che il Covid potrebbe avere sulla Mediopadana in termini di riduzione di traffico passeggeri. Indipendentemente dall’andamento del contagio è logico ipotizzare un calo dei viaggiatori business, visto che si sono diffuse nuove modalità di lavoro: anziché andare a Milano ci si incontra su Meet o Zoom, risparmiando tempo e costi.

In questo quadro quest’estate, periodo di picco di affluenza, i nuovi stalli da 400 posti auto prospicienti alla stazione non si sono mai riempiti; il nuovo parcheggio slittato più volte, che renderà disponibili ulteriori 1.200 posti auto (il doppio della dotazione attuale), rischia di arrivare tardi e di essere sovradimensionato.
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