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La camera car ha filmato il momento della morte

Il luogo in cui sabato è avvenuto l’incidente che è costato la vita a Davide Rabotti e Cristian Poggioli.

San Polo, sopralluogo del pm sul luogo del terribile incidente costato la vita ai due spettatori.  Al vaglio le posizioni di piloti e commissari. Attualmente non ci sono persone indagate

SAN POLO. Una tragedia che non trova spiegazioni, qualcosa di così terribile che è impossibile da accettare. Il ventenne reggiano Davide Rabotti e il 34enne modenese Cristian Poggioli, appassionati di corse automobilistiche, avevano posizionato le loro seggioline in un punto considerato sicuro, su una collinetta arata che sovrasta la strada su cui sfrecciavano le vetture del 41esimo Rally dell’Appennino Reggiano, gara valevole per l’International Rally Cup. Eppure la numero 42, la Peugeot 208 della scuderia Millenium Sport Promotion, guidata dall’equipaggio Gubertini-Ialungo dopo aver sbandato si è impennata, si è staccata dal suolo ed è volata per circa 50 metri atterrando proprio su quella collinetta, travolgendo i due ragazzi, per poi finire, dopo diversi rimbalzi, dalla parte opposta del terrapieno.

Sotto i carabinieri e i soccorritori sul lugo della tragedia

Una fatalità che lascia dietro di sé, oltre all’immenso dolore delle famiglie e degli amici, domande che difficilmente troveranno risposta.Quelle che riguardano la dinamica, però, sul piano giudiziario le hanno già trovate nel video girato dalla telecamera interna della vettura numero 42, quella coinvolta nell’incidente mortale, che i carabinieri di San Polo e Castelnovo Monti hanno sequestrato e consegnato al sostituto procuratore che segue le indagini, cioè il pm Claudio Santangelo. Nel video è registrato tutto: l’inizio della gara, il percorso fino al tratto tra Canossa e Riverzana, dove la strada comincia a scendere leggermente e sono presenti una piccola chicane e una semicurva a destra, quindi il volo tra il pubblico e il tragico impatto.

Rally dell'Appennino, il luogo dell'incidente in cui sono morti Davide e Cristian

Il magistrato inquirente, nella mattinata di ieri, ha comunque effettuato un sopralluogo di circa un’ora sul posto, insieme ai carabinieri, per esaminare coi suoi occhi le condizioni della strada e la posizione della collinetta su cui il pubblico stava assistendo alla gara. È stato aperto un fascicolo con l’omicidio colposo come ipotesi di reato. Si stanno acquisendo anche i regolamenti della corsa, per capire se quel punto fosse o meno inibito al pubblico.Non risultano iscritti nel registro degli indagati. In questo momento sono infatti al vaglio degli investigatori le posizioni dei due piloti (il modenese Claudio Gubertini e il navigatore reggiano Alberto Ialungo), degli organizzatori e del commissario di gara della postazione 34, quella in cui è avvenuto l’incidente mortale.

Tutto è accaduto in una manciata di secondi: gli amici con cui Davide Rabotti e Cristian Poggioli erano andati a vedere la corsa sono riusciti – chissà come – a scansarsi e a schivare miracolosamente il bolide, che invece nel ricadere sulla collinetta ha investito il ventenne e il 34enne, proseguendo poi la sua corsa nel campo per una cinquantina di metri. Illesi ma sotto shock i due componenti dell’equipaggio: Cristian Poggioli, tra l’altro, era amico del pilota Claudio Gubertini e si era recato a Canossa proprio per tifare per lui.

L'altura sulla quale è finita l'auto che partecipava al rally

Immediati i soccorsi, presenti in modo massiccio in questo genere di gare, tanto che la macchina organizzativa della manifestazione nel suo complesso assicura una quarantina di infermieri e sette medici rianimatori. Quando l’allarme è rimbalzato dalla centrale operativa del 118 sulle frequenze radio, si è subito messa in moto la macchina dei soccorsi: sul posto sono arrivate tre ambulanze della Croce Verde di Castelnovo Monti, che ormai da otto anni è impegnata nel servizio di assistenza al Rally dell’Appennino, l’elisoccorso decollato dall’ospedale di Parma, la polizia locale Unione Val d’Enza e i carabinieri di San Polo e Castelnovo Monti.

I soccorritori hanno raggiunto le due persone stese a terra tentando lunghe manovre di rianimazione, anche con l’aiuto del personale dell’elicottero, ma è subito parso chiaro che non c’era più nulla da fare: il cuore non batteva più. La gara è stata immediatamente sospesa, nello sconcerto del pubblico e degli organizzatori, che solo nel pomeriggio hanno rilasciato dichiarazioni sulla dinamica dell’incidente durante una conferenza stampa organizzata appositamente in teatro a Ciano. Mentre i carabinieri provvedevano al triste compito di contattare i familiari delle giovani vittime, sul posto i due corpi coperti da un telo sono stati rimossi dalle onoranze funebri Matildiche e trasportati al cimitero di Coviolo, in attesa delle disposizioni della Procura.

Sarà il pm Claudio Santangelo a decidere se disporre l’autopsia, anche se la dinamica dell’incidente appare abbastanza chiara, grazie anche all’apporto del video citato: entrambe le vittime sono infatti morte per schiacciamento.