Tragedia al Rally dell'Appennino, le vittime avevano 21 e 35 anni

Carabinieri, polizia locale e ambulanze sul luogo del'incidente durante il Rally dell'Appennino

San Polo, il tragico incidente è avvenuto verso le 10,40 nel territorio di Riverzana. La vittima più giovane, Davide Rabotti, era di Reggio Emilia l'altra,Cristian Poggioli, della provincia di Modena. Il sindaco Franco Palù: "Non c'erano barriere"

SAN POLO.  Tragico incidente  al Rally dell'Appennino Reggiano in corso da ieri, venerdì 27 agosto: un'auto - secondo le prime informazioni - avrebbe falciato due spettatori, uccidendoli. L'incidente è avvenuto verso le 10,40 di oggi nel territorio di San Polo, in via Matilde di Canossa, una delle strade lungo il quale corre il rally, nella frazione di Riverzana. 

La polizia locale della Val d'Enza presiadia la strada dopo la tragedia

La situazione è stata di grande caos e panico tra la folla. Sul posto oltre le ambulanze è stato fatto intervenire l'elisoccorso da Parma che è rientrato poco dopo. Sono accorse le squadre dei carabinieri e della polizia locale dell'Unione Val d'Enza. Il rally è stato annullato. Secondo quanto fin qui ricostruito dai carabinieri di San Polo, l'auto che ha investito i due spettatori, un ragazzo di 21 anni, Davide Rabotti, di Reggio Emilia e Cristian Poggioli  di 35 di Lama Mocogno in provincia di Modena,  sarebbe stata una Peugeot 208, che stava pecorrendo in velocità un tratto rettilineo.

La Peugeot 208 che è uscita di strada finendo su una collinetta

Il pilota avrebbe perso il controllo del mezzo e sarebbe finito su un terrapieno che avrebbe fatto da rampa di lancio, proiettando l'auto su una collinetta, a lato della strada, alta pochi metri, dove in quel momento stazionavano alcuni spettatori, tra i quali i due che hanno perso la vita. Secondo le informazioni fin qui raccolte dalle forze dell'ordine, l'equipaggio della Peugeot sarebbe illeso anche se sotto  shock. Si tratta di un equipaggio callaudato e di grande esperienza: alla guida della Peugeot 208 che correva con il numero 42 il pilota Claudio Gubertini, 41 anni, modenesa e di fianco a lui il navigatore Alberto Ialunga, 31 anni, di Reggio Emilia. I due stavano partecipando alla prova speciale del Rally dell'Appennino. 

Il sindaco di San Polo Franco Palù

Il punto in cui si trovavano i due spettatori travolti e uccisi dalla vettura del Rally era una specie di collinetta alta 3-4 metri e distante una ventina di metri dalla strada e «non c'erano barriere». Questa la descrizione fatta dal sindaco di San Polo Franco Palù che si è recato sul lugo dela tragedia. È stato «un incidente particolare - ha detto Palù - in una zona che di per sé non era pericolosissima, che si trova al termine di un breve rettilineo lungo il quale l'auto avrebbe dovuto girare a sinistra ma, non so per quale motivo, forse per una perdita di controllo dello sterzo, è finita sulla destra andando sul rialzo dove c'erano i due giovani».  Il rally, ha concluso il sindaco di San Polo, "è una manifestazione storica della zona, un classico del nostro Appennino. Questa era l'edizione numero 41, tornata a disputarsi dopo un anno di stop per il Covid".