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Tragedia al Rally dell'Appennino, «Piloti sotto shock»

Sul luogo dell’incidente sono stati immediatamente fatti partire i rilievi, che sono continuati per ore: l’uscita di strada con l’auto impazzita si è verificata in prossimità della postazione 34 della prova speciale, poco prima del decimo chilometro, tra le località Grassano di San Polo e Riverzana di Canossa. Il volo è stato di 50 metri oltre il punto di uscita dalla sede stradale

San Polo, interrotta poi annullata per lutto la gara in montagna: «Per tutti noi è un dolore indescrivibile» 

SAN POLO. "Per tutti noi di Grassano Rally Team questa tragedia rappresenta un dolore indescrivibile. La collaborazione dell’organizzazione con le forze dell’ordine è e sarà sempre massima». Sono le parole di Alen Carbognani, presidente del comitato organizzatore Asd Grassano Rally Team, con le quali si è chiusa la conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio di sabato 29 agosto, al teatro di Ciano per fare il punto sul tragico incidente e annunciare l’annullamento del Rally in segno di lutto nei confronti delle due vittime.

Una conferenza durante la quale sono stati illustrati i dettagli al momento a disposizione dell’organizzazione della competizione e del direttore di gara. Una conferenza dove, al di là dei dati tecnici e dei particolari logistici, si respirava e si toccava con mano un accoramento collettivo e uno sconforto indicibile. Così come era nell’aria lo stato di shock del pilota e del navigatore che si trovavano sulla vettura impazzita, Claudio Gubertini e Alberto Ialungo, un equipaggio a quanto pare esperto e rodato. Con alle spalle numerosi riconoscimenti. «Mi hanno riferito che erano estremamente sotto shock – conferma il medico di gara Gherardo Vandelli – anche perché pare fossero amici o comunque conoscenti delle vittime». Nell’annunciare l’annullamento del 41° Rally Appennino Reggiano, è stato sottolineato come la decisione sia stata presa «da parte dell’organizzatore della gara, Grassano Rally Team, in accordo con il direttore di gara ed i commissari sportivi, in segno di lutto nei confronti delle due vittime coinvolte nel sinistro».

E proprio al direttore di gara, Simone Bettati, è toccato ripercorre non senza commozione quei terribili momenti. «Nel corso dello svolgimento della seconda prova speciale, denominata Matilde di Canossa – spiega Bettati – alle ore 9.53 è arrivata comunicazione in direzione gara che la vettura numero 42, condotta dall’equipaggio Gubertini-Ialungo, aveva avuto un incidente in prossimità della postazione 34 della prova speciale, poco prima del decimo chilometro della prova, tra le località Grassano e Riverzana di San Polo d’Enza. Sono state subito fermate le partenze delle vetture, esposte le bandiere rosse agli intermedi precedenti l’incidente ed stato richiesto l’immediato intervento dei soccorsi, che sono sopraggiunti sul luogo dell’incidente in tempi estremamente ristretti».

Anche alle domande sulla dinamica ha risposto con chiarezza, ma anche con il massimo rispetto per le indagini in corso, lo stesso Bettati: «La dinamica – sottolinea il direttore di gara – è ancora tutta da chiarire ed è al vaglio degli inquirenti. Da una prima analisi, la vettura è uscita di strada, è salita su un terrapieno, investendo due persone che si trovavano sul luogo e che sono purtroppo decedute. Sempre da una prima analisi, è emerso che la corsa della vettura è finita su un terrapieno alto circa 7 metri, e ad una distanza di oltre 50 metri oltre il punto di uscita dalla sede stradale». A Bettati è stato anche chiesto la conferma della lunga esperienza dell’equipaggio formato da Gubertini e Ialungo. «Sono piloti molto conosciuti», ha laconicamente glissato.

Poi la parola è passata al medico di gara, Gherardo Vandelli, visibilmente scosso per quanto accaduto solo poche ore prima: «Appena dopo il segnale radio che annunciava l’incidente – ricordato – è stata attivata l’ambulanza presente all’intermedio della prova speciale, che si trovava a circa 2 chilometri dal luogo dell’incidente. L’ambulanza è partita alle 9.54 ed è arrivata sul luogo dell’incidente alle 9.57. Tre minuti esatti. Giunta sul posto l’ambulanza, il rianimatore, constatata la presenza di due gravi poli-traumi, ha richiesto l’intervento di una seconda ambulanza presente alla partenza della prova, che è partita alle 9.58 ed è arrivata sul luogo dell’incidente alle 10.11. Sempre a causa della gravità dei due feriti, alle 10.03 è stato attivato l’elisoccorso tramite la centrale operativa di Parma».

A chi domandava al medico di gara se le due vittime fossero morte sul colpo, il dottor Vandelli ha risposto che «in presenza di traumi non si può stabilire se si tratta di morte sul colpo. Mancando coscienza, respiro e polso centrale, il paziente deve in ogni caso, secondo il protocollo, essere rianimato con ogni manovra possibile».
Manovre che sono state effettuate fino a quando è rimasto un filo di speranza, purtroppo inutilmente.
«I medici – spiega infatti il dottor Vandelli – hanno immediatamente iniziato le manovre rianimatorie, effettuate sino a cinque minuti dopo l’arrivo dell’elisoccorso da Parma. A questo punto, perdurando l’incoscienza, l’assenza di battito cardiaco e di respiro delle persone soccorse, in accordo con i colleghi dell’elisoccorso è stato deciso d’interrompere le manovre rianimatorie, constando purtroppo il decesso delle vittime». I due spettatori non sono stati caricati in elisoccorso. Per Davide Rabotti, 20 anni, e Cristian Poggioli, 34, la vita era già fuggita via. In un soffio.