Giro di vite alle Reggiane. Il comitato adesso esulta «Ora siamo fiduciosi»

Buffagni di Ascoltare Santa Croce sull’annuncio dell’arrivo di un presidio fisso: «Ringraziamo il prefetto, era una soluzione che chiedevamo da tempo»

REGGIO EMILIA. «Siamo contentissimi, fiduciosi e ringraziamo il prefetto Iolanda Rolli perché, stavolta, ha preso il toro per le corna». Così Stefano Buffagni, rappresentante del comitato Ascoltare Santa Croce, ha commentato l’annuncio del giro di vite alle ex Officine Reggiane, con la novità stabilita durante l’ultima riunione del comitato di sicurezza e ordine pubblico di un presidio fisso delle forze dell’ordine fra i capannoni e la richiesta, da parte della Prefettura, di accelerare anche i tempi di demolizione e sgombero (previsto per dicembre) dell’area più degradata della città.

Buffagni è una vittoria dei residenti di Santa Croce, siete soddisfatti?


«Molto soddisfatti. Era ora. Erano mesi che noi chiedevamo questo presidio fisso. Quello che è emerso al tavolo della sicurezza non può che farci piacere. Abbiamo apprezzato lo sforzo del questore nel capire che effettivamente, oltre a quello che le forze dell’ordine hanno già fatto (e sottolineo che hanno agito bene, il loro supporto non è mai venuto a mancare), c’era bisogno di un ulteriore passo avanti. La notizia ci trova perfettamente d’accordo, così come la richiesta di accelerare i tempi dello sgombero e della messa in sicurezza».

Vi sentite più tranquilli e sicuri?

«Più che tranquilli, siamo fiduciosi che la nuova impostazione possa portare i suoi frutti nel quartiere. Certo si tratta di una soluzione tampone legata allo sgombero; il presidio fisso è una misura contingente, tra pochi mesi, se i tempi dello sgombero saranno rispettati, non servirà più. A quel punto si aprirà un’altra partita altrettanto importante, cioè il mantenimento della sicurezza. Discorso diverso invece per piazzale Europa: con la riapertura delle scuole a metà settembre lì a nostro avviso dovrebbe rimanere un forte presidio. Intanto la pattuglia fissa sarà anche a tutela dei nostri giovani, che la mattina hanno diritto a scendere dal pulman senza essere circondati da soggetti che propongono droga. Credo che verso gli studenti sia un ottimo messaggio».

Grazie al presidio potrete avere un dialogo di persona con gli agenti?

«Questo esiste già. Con la polizia municipale abbiamo ottimi rapporti e uno scambio quotidiano di informazioni non solo sulle Reggiane, con il questore abbiamo un buon dialogo. Certo che avere sempre qui gli agenti sarà un’altra cosa: li accoglieremo ben volentieri e saremo felici di vederli».

I cartelli in italiano e in inglese che avete affisso (“Attenzione zona pericolosa: rischio aggressioni, furti e vendita droga”) e che hanno fatto diventare le Reggiane a caso nazionale, resteranno?

«Non saprei. Personalmente pensavo durassero poco, invece fino all’altro giorno sono rimasti e abbiamo ricevuto apprezzamenti da tutti. Al momento l’effetto che volevano produrre l’hanno prodotto: c’è stata una presa di consapevolezza che la situazione era diventata insostenibile. Il messaggio è stato recepito».

Cosa ne pensa della manifestazione del centrodestra del 18 settembre, spostata da piazza Prampolini a via Agosti?

«A mio avviso è un fuori tempo massimo. In questi mesi le opposizioni, a parte qualche intervento spot, non le ho viste aggressive sull’argomento, mentre adesso cavalcano l’onda mediatica. Puntano su via Agosti solo ora. Tra l’altro la manifestazione non riguarda solo le ex Reggiane, ma altri temi. Meglio sarebbe stato rimanere in attesa di vedere se le nuove disposizioni daranno i risultati sperati. Ora occorre vigilare e, se tra qualche mese le promesse non saranno mantenute e lo sgombero slitterà, allora a quel punto si potrà organizzare una protesta. Noi cittadini che siamo sul territorio potremo giudicare. Siamo fiduciosi. Al prefetto, che ha assunto un impegno pubblico importante, e a tutte le forze dell’ordine, che faranno questo ulteriore sforzo, dico: grazie per quello che andrete a predisporre».

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