«Record di turisti in Appennino anche senza fare sci nautico»

Il lago che si formerebbe in caso di realizzazione della diga sull’Enza secondo il “progetto Marcello”

Vetto, replica ironica di Duilio Cangiari (Europa Verde) su uno dei temi cari ai dighisti: «Falde e biodiversità da tutelare. No ai costi spropositati: pagherebbero i soliti»

VETTO. Diga sì, diga no, diga sì ma piccola, non quella da cento milioni di metri cubi progettata 40 anni fa e ben presto abbandonata. Il dibattito sulla necessità di realizzare un invaso sull’Enza continua a tenere banco.
«Tirato per la giacca – afferma ora Duilio Cangiari di “Europa Verde” – rispondo alle diverse osservazioni critiche che mi sono state rivolte attraverso le colonne della Gazzetta di Reggio da alcuni cittadini in merito all’annoso tema della diga a Vetto. Non mi sottraggo certo. A parte la solita litania sui veri ambientalisti che va avanti dalla nascita dell’ambientalismo in Italia almeno 50 anni fa, su cui sorvolo essendo argomento inutilmente polemico, cerchiamo di fare un minimo di chiarezza. Nessuno nega la necessità dell’agricoltura di avere acqua quando serve"

"Nessuno nega, e tantomeno io (ci mancherebbe, lo dico da almeno 30anni), il tema dei cambiamenti climatici - prosegue - di cui alcuni si sono accorti solo adesso. Leggo dai commenti di fautori del vecchio progetto a Vetto, sui vari social, che “se ne facciamo una questione meramente agricola, effettivamente di 4 imprenditori latifondisti, la posizione dei negazionisti, potrebbe non essere completamente sbagliata”. Ora, fermo restando che non ci sono negazionisti, termine che viene usato in ben altri contesti molto più seri, vorrei capire allora di cosa si sta parlando? Del turismo? Quest’anno abbiamo avuto record di presenze in Appennino con turisti che vengono non per fare sci nautico a Vetto ma per godersi la montagna così com’è… e guarda caso vengono anche senza la diga. Parliamo di disponibilità di acqua nelle falde? Consiglio di leggersi la relazione di Autorità di Bacino del Po dove si dice che al momento problemi non ce ne sono, ma in futuro se non si interviene potrebbero essercene".

"Bene! Allora affrontiamo il tema delle falde e come tutelarle e ricaricarle - conclude -  La Regione ha fatto un intervento molto valido sul fiume Marecchia di cui non si parla mai, perché? Parliamo di acqua ad uso potabile? Per i prossimi anni non ci sono criticità, ma chiedere al gestore sarebbe utile? Parliamo di tutela della biodiversità? Molto bene, era ora! Vogliamo parlare dei costi spropositati di costruzione del manufatto e di tutte le opere accessorie, compresa la manutenzione? Chi paga? Sempre i soliti? Non pare una splendida idea. Almeno per i soliti. Per finire, se c’è emergenza chiediamo alla Regione di esprimersi in ordine alla proposta di Coldiretti di intervenire da subito, e non tra 15 anni, per la messa in opera di microbacini, che tra l’altro sarebbero in molti casi utili per ricaricare le falde. I soldi che sono stati chiesti al Ministero potrebbero essere meglio utilizzati per intervenire ora. Ci pensino i nostri amministratori».