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«Voglio sapere perché mio figlio è morto Il bagno nel lago, prima d’arrivare al rave»

Gianluca Santiago Camassa con la nonna paterna Marisa Menozzi (deceduta in gennaio)

Reggio Emilia, parla il padre del 24enne annegato: «Mi aveva chiamato, era tranquillo. Mi hanno detto che quelle acque sono pericolose»

REGGIIO EMILIA. «In questo momento ho solo un desiderio e l’ho già espresso alle autorità, cioè di poter vedere il punto esatto del lago di Mezzano in cui mio figlio è morto, lì sarà come incontrarlo».Parla con un filo di voce Stefano Camassa. É il padre del 24enne Gianluca Santiago che ha pagato a caro prezzo un bagno nella calura ferragostana, a poche centinaia di metri dal terreno scelto per il rave party organizzato in Tuscia, fra il Lazio e la Toscana. Davanti al taccuino si sommano le parole strazianti di un padre lacerato dal dolore. Da una settimana la sua vita è diventata un incubo. Era a Londra (lavora per una compagnia turistica giapponese, ndr) quando è stato raggiunto dalla tragica notizia, poi in fretta e furia il viaggio lunedì verso l’Italia, il doloroso riconoscimento del cadavere del figlio a Viterbo, infine il rientro a Reggio Emilia per stare vicino all’anziano genitore (92enne, ex poliziotto) in attesa che la magistratura conceda il nulla-osta per i funerali.

Il recupero del cadavere del 24enne in riva al lago di Mezzano


Lei sapeva del progetto di Gianluca di partecipare al rave party a Valentano?
«Sì, mi aveva fatto una videochiamata il 13 agosto. Era tranquillo. Ci stava andando in camper. Con lui c’era un amico inglese. Mi ero raccomandato con mio figlio di chiamare il nonno Silvio a Reggio Emilia e di inviarmi qualche foto del posto dove si trovava. Non accadrà nulla di tutto questo...».

Che idea si è fatto di quanto avvenuto? Ora nel fascicolo aperto in Procura a Viterbo l’ipotesi di reato sarebbe morte come conseguenza di altro reato.
«Nessuna idea. Lascio lavorare gli investigatori e da quanto mi è stato detto ci vorrà parecchio tempo prima che ci venga consegnata la salma. Mi hanno parlato di lunghi accertamenti, forse occorreranno due mesi. Quando sarà il momento mi spiegheranno il perché mio figlio è morto».

Un’immagine del rave party


Sulla strada che porta al rave party c’è un cartello: “Il lago è vulcanico. Si creano dei mulinelli. Attenzione”. E sotto: «Riposa in piena energia, fratello”. Un bagno finito in tragedia prima che suo figlio entrasse materialmente nell’area del raduno...
«Il magistrato in effetti mi ha detto che in quel punto le acque del lago sono pericolose, si formano dei gorghi come nel Po. Di certo posso solo dire che Gianluca sapeva nuotare ed era appassionato di immersioni».

Gianluca è nato in Inghilterra, ma come raccontano gli amici, la sua vita si stava ormai stabilizzando a Reggio Emilia.
«È così e per noi è una doppia tragedia. Era molto affezionato alla nonna paterna Marisa e quando si è seriamente ammalata io e lui, nel maggio 2020, siamo venuti a Reggio Emilia. Un periodo duro, in piena pandemia. E purtroppo in gennaio la nonna non ce l’ha fatta. Ora Gianluca voleva stare vicino al nonno Silvio, rimasto solo e in età molto avanzata. Quindi a Reggio Emilia si stava creando un futuro: seguiva un corso online per poter insegnare l’inglese in Italia, aveva studiato a Londra nella facoltà universitaria di economia e commercio, stava cominciando un nuovo lavoro offertogli da un mio amico, come posatore di pavimenti in legno. Un’esistenza piena, divisa fra amici reggiani e londinesi. Tutto finito».

A questo punto, in attesa dell’esito dell’inchiesta, ci saranno appena possibile i funerali. Come intendete muovervi?
«Pensiamo di fare prima una cerimonia funebre a Reggio Emilia e una seconda in Inghilterra. Gianluca aveva il doppio passaporto italo-inglese, a Londra vivono la madre, il fratello e la sorella».

Su questa tragedia sta indagando la squadra mobile di Viterbo, coordinata dal procuratore Paolo Auriemma. L’inchiesta – al momento contro ignoti – è per morte come conseguenza di altro reato. Si vuole capire perché il 24enne sia annegato nel lago, perché non ce l’abbia fatta a riemergere. Già effettuata l’autopsia, con annessi esami tossicologici, per non lasciare nulla di intentato sugli accertamenti legati alle cause di morte. Secondo le prime testimonianze, il 24enne per Ferragosto si sarebbe immerso tre volte in apnea nel lago di Mezzano. Ma non riemerge dal terzo bagno nel lago. Sono le 19.30 di Ferragosto quando viene lanciato l’allarme. Sarà l’inizio di febbrili ricerche per tutta la notte, poi proseguite nella mattinata del 16 agosto finché intorno alle 13 il corpo senza vita è stato trovato a circa settanta metri dalla riva del lago, a sette metri di profondità.