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Il Lambrusco può rilanciare il turismo: «Ma servono investimenti e visione»

Due sommelier canadesi a una degustazione di Lambrusco nel 2019 a Reggio

Reggio Emilia, Alessandro Medici: «Bene il piano strategico di Reggio». Frascari di Emilia Wine chiede uno sforzo maggiore alla Regione

REGGIO EMILIA. Nella mattina di giovedì 19 agosto due coppie di turisti americani si aggiravano per “La Rampata” di Montecchio per degustare il Lambrusco di Medici Ermete. Una scena sempre più usuale nelle cantine reggiane, che offre lo spunto per ribadire l’importanza che il settore eno-gastronomico può rivestire per il turismo reggiano, che come confermano i dati regionali non se la passa molto bene. «Gli ospiti che abbiamo accolto – spiega Alessandro Medici della omonima cantina di Gaida - Sono abituati a bere il lambrusco Concerto al ristorante Delfina di San Francisco. In questi giorni sono a Bologna per turismo e hanno pensato di venirci a trovare».

Il rendering del progetto che Emilia Wine sta portando a vanti ad Arceto per accogliere visitatori

La rinnovata passione degli americani per il nostro vino è sottolineata non solo dai numeri dell’export, ma anche dalle recensioni di riviste di settore come Wine Spectator, articoli su quotidiani ed eventi in Italia e all’estero.

Medici Ermete nel periodo pre-Covid, nel 2019, ha ospitato in cantina più di 10mila persone ed è al lavoro per tornare a quei livelli il prima possibile. «Reggio Emilia si è dotata per la prima volta di un Piano strategico per il turismo – dice Alessandro Medici -. Ho partecipato ad alcuni tavoli di lavoro e sono soddisfatto perché finalmente si comincia a mettere questo tema in primo piano e si va in Regione a chiedere dei finanziamenti per dei progetti. Ho letto che qualcuno ha avanzato delle critiche: personalmente non mi lamento perché la cosa importante è che si cominci a fare qualcosa. Siamo nella Food Valley e il turismo eno-gastronomico è un’occasione importante per valorizzare il territorio».

Una foto scattata in occasione di un “Mercoledì Rosè” alla Tenuta Venturini Baldini

Il turismo legato al vino e ai prodotti tipici è in crescita in tutta Italia ma necessità di un cambio di passo e di investimenti. Davide Frascari, presidente del gruppo Emilia Wine, è tra quelli che credono nelle potenzialità della viticultura per il turismo. Ad Arceto sta per partire la realizzazione di Emilia Wine Home, una struttura che oltre a un punto vendita avrà anche un percorso sensoriale legato al vino per offrire ai visitatori un’esperienza originale. «Purtroppo, rischiamo di avere una battuta d’arresto – si rammarica Frascari -. Il bando regionale Ocm vino “Investimenti”, che veicola fondi europei, ha introdotto da quest’anno un tetto di 80mila euro, che non c’era prima, per gli investimenti sui punti vendita. Noi abbiamo approvato un progetto da 300mila euro. Per ora partiremo con il punto vendita e rimandiamo al prossimo anno il percorso sensoriale e gli investimenti sulla comunicazione. La speranza è che il prossimo bando sia diverso, altrimenti faremo con le nostre risorse». In un primo momento il tetto inserito nel bando era addirittura di 20mila euro.

Non c’è produttore di Lambrusco che non stia lavorando per attirare i consumatori in cantina. Venturini Baldini di Roncolo sta completando la realizzazione di un resort (che già ora ospita molti turisti), organizza eventi come i “Mercoledì Rosé” e all’interno della tenuta è da poco stato inaugurato il ristorante Taglierè in Limonaia. «Reggio Emilia è una città autentica e oggi molti viaggiatori cercano anche un’Italia non troppo turistica. I nostri ospiti sono di due tipi: chi è di passaggio e chi invece, sempre di più, inizia a scoprire l’Emilia. Molti apprezzano il fatto che questo è un punto di partenza per la Food Valley, la Motor Valley», ha detto in una intervista alla Gazzetta di Reggio Julia Prestia, che nel 2015 ha comprato l’azienda di Roncolo insieme al marito Giuseppe.
Volontà e competenza tra gli operatori del settore non mancano. Ora si tratta di sostenerli, coinvolgerli e mettere in rete questo patrimonio.