L’oro olimpico Rodini: «Reggio investa ancora sugli studenti-sportivi»

La campionessa di canotaggio ha scelto Unimore per conciliare studio e allenamenti

REGGIO EMILIA. «Spero che l’Università di Modena e Reggio continui ad investire nel suo programma per gli sportivi, perché grazie ad esso può diventare un punto di riferimento a livello nazionale. Io l’ho sponsorizzato tra i miei conoscenti, perché ci sono tanti ragazzi che fanno sport agonistico ma non sanno che esistono queste possibilità». Valentina Rodini è fresca di medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo, ottenuta nel doppio pesi leggeri di canottaggio insieme a Federica Cesarini. Un oro storico perché è il primo del canottaggio italiano femminile alle olimpiadi ed è giunto dopo il record mondiale ed olimpico in semifinale.

Un orgoglio anche reggiano, visto che la 26enne cremonese si è laureata a Unimore in Marketing e organizzazione d’impresa e ora sta conseguendo la magistrale in Comunicazione d’impresa.


Rodini ha scelto la nostra città per poter usufruire del programma Unimore Sport Excellence, che è stato varato per aiutare gli sportivi di alto livello a conciliare gli allenamenti con lo studio. In Giappone oltre a lei c’erano altri due studenti del nostro ateneo, Rachele Barbieri (ciclismo) e Tobia Bocchi (atletica). «Per quanto mi risulta Unimore è uno dei pochi atenei a offrire questo percorso. C’è la Luiss di Roma (che a Tokyo schierava nove atleti, ndr) e un altro ateneo a Bari».

Il progetto prevede alcune agevolazioni, come la possibilità di seguire le lezioni a distanza (un servizio che Unimore offre a tutti gli studenti), il riconoscimento di 3 crediti per l’attività sportiva, la possibilità di vedersi riconoscere l’attività sportiva al posto del tirocinio e il recupero di esami non sostenuti perché in concomitanza con delle gare ufficiali.



Non siamo ancora al livello americano, dove le università fanno a gara, a suon di borse di studio, per avere gli sportivi nei propri campus, ma esperienze come quella reggiana segnalano un cambiamento culturale. «La cosa importante - dice la campionessa - è che l’Università riconosce il valore dello sport e i professori non pensano che lo sport sia un ostacolo allo studio e alla cultura».

La vita di una studentessa-sportiva non è facile. «Mi alleno tutti i giorni, alla mattina e al pomeriggio. Solitamente studio dalle 15 alle 17 e dopo cena. Sono tre ore, possono sembrare non tantissime, ma se si studia con concentrazione non sono poche. L’importante, nello sport e all’università, è lavorare sempre e avere una tabella da seguire. Una tabella che, cascasse il mondo, devi seguire sempre».

Il giorno in cui ha vinto l’oro, dopo una rimonta entusiasmante, in viale Allegri era in corso una sessione di laurea che è stata interrotta per tributarle un applauso. «Mi hanno scritto anche dei professori con i quali avevo sostenuto gli esami. Anche prima della medaglia mi avevano scritto per sapere come stava andando. Mi ha fatto piacere sapere che si ricordassero di me».

Rodini ha iniziato a praticare il canottaggio all’età di nove anni con la Leonida Bissolati di Cremona. A 15 ha iniziato a prendere parte alle prime gare internazionali. Ha conseguito il diploma di maturità al Liceo Classico Vida (a Cremona) e poi si è iscritta a Economia all’Università Cattolica di Cremona. Nel 2015 è entrata nella squadra delle Fiamme Gialle. Per conciliare lo studio con lo sport, si è trasferita a Unimore e nel 2019 si è laureata con 105.

Il percorso non è stato privo di ostacoli. «Il passaggio da un’università all’altra è stato un po’ complicato e ho perso un semestre». Poi però non si è pentita della scelta fatta, perché una volta a regime è riuscita a concludere la triennale. Ora le mancano cinque esami per finire la magistrale. La campionessa fa spesso base a Modena quando deve venire a Reggio per studio, dato che oltre Secchia abitano dei parenti.

L’olimpionica sta vivendo dei meritati giorni di gloria. Dal ritorno in Italia è stata ospite di vari eventi, nella sua Cremona, così come in altre città. Dopo tanta fatica sono arrivate anche le vacanze, prima a Viareggio e ora in Sicilia.

A fine mese inizierà a pensare alle prossime sfide. «Tra poco mi toglierà la medaglia dal collo, perché nella prossima gara partirò sulla stessa linea delle mie avversarie. Giusto godersi il momento, ma non ci si può sedere sugli allori o essere presuntuosi. Il mio prossimo obiettivo sono le Olimpiadi di Parigi nel 2024».

Quando smetterà di competere vorrebbe lavorare con le unità cinofile della Guardia di finanza. «Può sembrare strano, visto che studio Economia...ma per ora il mio desiderio sarebbe questo».

La studentessa nel suo palmares conta la partecipazione a Rio 2016, l’oro ai giochi del Mediterraneo (in singolo), l’oro alla Coppa del Mondo di Linz (in doppio) nel 2018 e l’argento alla Coppa del Mondo di Poznan (in doppio) nel 2019.

Come altri campioni, l’olimpionica sta vivendo l’esperienza di aver raggiunto una grande popolarità dopo anni di lavoro oscuro. «Speriamo che i riflettori non si spengano sui nostri sport e che non ci si ricordi di queste discipline soltanto ogni quattro anni quando arrivano le medaglie».

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