Si allarga l’opposizione dei residenti all’antenna Wind Tre in via Terrachini

Dopo la protesta della Polisportiva Beriv, interviene Reggio Civitas: «È un’area ad alta intensità abitativa»

REGGIO EMILIA. Si allarga l’opposizione dei residenti all’installazione di una nuova antenna telefonica in fondo a via Terrachini, nei pressi dell’incrocio con il viale del Partigiano. Dopo la polisportiva Beriv Multisport, che gestisce gli storici impianti della zona, prende una posizione ancora più netta l’associazione Reggio Civitas, che ha sede in via Melato ed è presieduta da Valentina Iannuccelli, ricercatrice e docente di seconda fascia del dipartimento di Scienze della Vita di Unimore. Le sue “osservazioni” sono state inviate tramite posta elettronica certificata a David Zilioli, dirigente comunale del Servizio Ambiente.

Valentina Iannuccelli invita il Comune a valutare il progetto della società telefonica Wind Tre con «cautela e precauzione» per i seguenti motivi: «La nuova stazione radio base si collocherebbe a pochi metri da un impianto polisportivo. Tale presenza, anche se non classificata come ricettore sensibile dal regolamento comunale, è degna di nota. Inoltre l’antenna si collocherebbe a una distanza inferiore a 50 metri dalle abitazioni civili in un’area ad altissima densità abitativa». Questi dispositivi vengono progettati nel rispetto delle norme che tutelano la popolazione dall’elettrosmog, cioè dall’inquinamento elettromagnetico, i cui potenziali danni alla salute umana hanno già suscitato nei mesi scorsi la rivolta contro l’antenna di Wind rifiutata sia in via Portella delle Ginestre, sia in via Martiri della Bettola e via Gozzano. La legislazione italiana è più rigorosa rispetto agli standard internazionali, ma c’è chi ritiene insufficienti le distanze previste da edifici residenziali, scuole, strutture sportive ed altri luoghi molto frequentati. In realtà la densità delle stazioni radio base è altissima, dovendo coprire capillarmente il territorio. Se ne vedono ovunque, anche sui tetti di alti fabbricati condominiali, ma l’ubicazione in via Terrachini non è gradita. Iannuccelli si appella anche al regolamento comunale. In quella zona, a suo avviso mancano tralicci già montati per altre funzioni o edifici idonei a un’installazione che minimizzi l’impatto visivo dell’antenna. Quindi si suppone che sia necessario realizzare un nuovo traliccio.


«Tale realizzazione – obietta la presidente di Reggio Civitas – è vietata nel territorio comunale dall’articolo 11, comma 2 del Regolamento Comunale per l’installazione e l’esercizio degli impianti di telecomunicazione per telefonia mobile». Esiste tuttavia la possibilità di una deroga a tale divieto sulla base di pareri positivi dell’Arpa, dell’Ausl o del Comune. In tal caso, secondo Iannuccelli, deve comunque prevalere il «principio comunitario di cautela/precauzione in ambito sanitario». «Tale principio – spiega – deve tenere in alta considerazione la propagazione dei fasci di energia a radiofrequenza, molto larghi nella direzione orizzontale, cioè in aumento quando ci si allontana dall’antenna, e gli effetti nocivi dell’elettrosmog sulla salute, discordanti nel breve e medio periodo, ancora sconosciuti nel lungo periodo».

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