I sindaci dell’Unione sull’invaso dell’Enza: «La soluzione ormai non è più rinviabile»

Annunciato per l’autunno lo studio di fattibilità del progetto: «Dopo anni di chiacchiere, serve senso di responsabilità» 

VAL D'ENZA. «Abbiamo letto con grande attenzione l’intervista rilasciata dall’assessore Mammi in merito all’emergenza idrica in Val d’Enza. Ne condividiamo analisi, contenuti, obiettivi e strategie. Abbiamo apprezzato la presa di posizione chiara e coerente con il percorso che abbiamo avviato da anni, che la Regione ha condiviso e recepito e che sta portando avanti senza tentennamenti grazie a una preziosa sinergia tra assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura».

«Serve una soluzione»


I sindaci dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza commentano così le dichiarazioni che, sull’edizione di domenica, l’assessore regionale Alessio Mammi ha rilasciato sul progetto di invaso in Val d’Enza. Nel dibattito annoso sul progetto di diga di Vetto, l’assessore ha messo in chiaro un punto: l’emergenza climatica, i fenomeni meteoreologici estremi sempre più frequenti rendono necessario intervenire e un invaso serve.

Ora, prendono la parola di sindaci dei Comuni di Gattatico (che con Luca Ronzoni in questo periodo regge la presidenza), Montecchio, Cavriago, Bibbiano, San Polo d’Enza, Canossa, Campegine, Sant’Ilario d’Enza.

«Ricordiamo molto bene da dove siamo partiti, proprio qui in Val d’Enza, recependo, come amministratori, il grido di allarme da parte degli agricoltori, delle associazioni agricole, dei consorzi irrigui e non solo. Una necessità – fanno notare – un problema che richiedeva una soluzione non più rinviabile, anche alla luce dei ben noti cambiamenti climatici. È necessario, dopo anni di chiacchiere e rinvii, un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti, per arrivare finalmente a indicare con chiarezza soluzioni concrete supportate da analisi tecniche, qualificate ed oggettive».

«Così è stato, abbiamo intrapreso con determinazione, senza fermarci di fronte ai primi ostacoli, un cammino che, grazie ad un bel gioco di squadra fra Comuni, Provincia, Regione e al coinvolgimento di vari portatori di interesse, sta andando nella direzione auspicata, come ha ribadito in modo molto chiaro l’assessore Mammi – ribadiscono –. Siamo di fronte ad un’opportunità storica che consente di dare prospettive e sostenibilità a una vocazione strategica identitaria del nostro territorio. Un piano concreto di interventi, tra cui anche la realizzazione di un invaso a monte, per affrontare in maniera efficace e duratura il problema dell’emergenza idrica nella nostra vallata e anche necessario per regolare gli effetti delle piene».

«Paesaggio tipico»

«Anche il recente riconoscimento che ha visto l’iscrizione al Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali, del Paesaggio rurale storico delle praterie e dei canali irrigui della Val d’Enza, ha confermato lo straordinario, unico, valore storico e ambientale dei prati stabili, determinanti per la nostra agricoltura e, in particolare, per la produzione del Parmigiano-Reggiano – ricordano –. Ha confermato quanto la qualità e quantità di acqua siano fondamentali in questo paesaggio tipico». Da qui, quindi bisogna partire. «È necessario, come sosteniamo fin dall’inizio, evitare approcci ideologici, da una parte e dall’altra, che avrebbero l’unica conseguenza di mettere a rischio il buon esito dell’impegno che ci siamo assunti e del lavoro che stiamo portando avanti – sottolineano i sindaci della Val d’Enza –. Non si tratta di mettere la propria bandierina su un obiettivo. Quello che è in gioco è il futuro di un patrimonio non solo economico e produttivo, ma storico, ambientale, di conoscenze e competenze, che è parte integrante della tradizione millenaria del nostro territorio. Entro l’autunno sarà presentato lo studio di fattibilità in merito alla progettazione dell’invaso: un passaggio fondamentale che completa gli altri interventi, tra cui, in particolare, il recupero della dispersione, richiamati dall’Assessore Mammi per garantire il fabbisogno idrico». E concludono: «Continueremo con forza il nostro cammino, facendo la nostra parte affinchè si arrivi a dare piena e concreta attuazione a quanto concordato e agli impegni assunti».

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