«Strade martoriate e fondi inadeguati: serve un consorzio di agricoltori»

La proposta del sindaco Malavasi: «Dirottare gli oneri di usura al Comune e stilare obblighi di salvaguardia del territorio»

RIO SALICETO. Un consorzio locale per la tutela del territorio e per ottenere un indennizzo sull’usura delle strade. È la proposta lanciata dal sindaco di Rio Saliceto, Lucio Malavasi, che nasce dell’esperienza della tanto martoriato strada Cà de’ Frati.

Nei giorni scorso in municipio si è svolto un incontro informale alla presenza, interessata e qualificata, di numerosi imprenditori agricoli e trasportatori che si sono confrontati col primo cittadino e con l’assessore a Cultura, Scuola e Progetti europei Daniele Pietri, l’assessora ad Ambiente e Commercio Lara Baraldi, il comandante della polizia locale del presidio di Rio Saliceto ispettore Giuseppe Varà, la responsabile del settore tecnico Ingegnere Tatiana Fontanesi e il responsabile della manutenzione e patrimonio geometra Gianfranco Folloni. Presenti anche il consigliere reggiano della Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani (C.A.I.) e presidente di APIMA Reggio Emilia Roberto Ferrari e il responsabile regionale dell’area tecnica esterna del Cai Roberto Guidotti.


Il problema sollevato dal Comune di Rio Saliceto è quello dell’usura e dell’incapacità di adeguata manutenzione delle strade comunali delle frazioni adiacenti ai fondi o quelle necessarie per il passaggio di mezzi agricoli di enorme portata superiori, al limite consentito delle strade stesse. Gli indennizzi da parte della Provincia di Reggio Emilia – secondo il primo cittadino – «non si possono chiamare tali»: nel 2020 l’importo trasferito dalla Provincia al Comune di Rio Saliceto è stato di 293,92 euro.

«Questa situazione non è più accettabile in quanto se è vero che vengono utilizzate le strade provinciali per il passaggio di mezzi agricoli e autoarticolati, il flusso maggiore di automezzi transita sulle strade comunali – spiega Malavasi – La prima cosa che è stata proposta, dunque, è quella di rivedere e modificare, a favore dei Comuni, gli oneri di usura della strada che i proprietari di mezzi agricoli versano all’ente provinciale e all’Anas». «Detto questo – sottolinea – il problema non è certamente risolto perché seppur con un maggior sostegno economico esso resta insufficiente per la manutenzione delle strade, che restano perciò inadeguate al passaggio degli automezzi. Il limite di peso su queste strade è di 8 tonnellate. Oggi i mezzi che le percorrono superano di tre o quattro volte tanto il limite consentito. Posto che gli agricoltori per tutta una serie di ragioni devono usare questi mezzi, un Comune che cosa deve fare? Bloccarne il passaggio significherebbe fermare l’agricoltura. Ecco allora l’idea di creare un Consorzio formato dagli agricoltori stessi che abbia come obiettivo la cura delle strade, della vegetazione e la tutela del territorio ovviamente in collaborazione con l’amministrazione comunale proprietario disponibile a valutare eventuali deroghe ai limiti del codice della strada». Nel primo caso, si è parlato con il presidente di Apima di una eventuale convenzione tra il futuro Consorzio e il Comune proprietario delle strade per affidarne la manutenzione annualmente, potendo contare su risorse certe ed in compartecipazione con gli agricoltori. «Ciò eviterebbe – sostiene Malavasi – numerosi passaggi burocratici e spese inutili che l’istituzione pubblica oggi sostiene. Non è da escludere che un Consorzio possa essere destinatario di fondi provenienti dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) anche se è già stato ventilato che fino al 2023 fondi per la manutenzione delle strade probabilmente non verranno erogati». Nel secondo caso si dovrebbe stilare una sorta di autoregolamentazione che da una parte obblighi i titolari dei fondi e i conto terzisti a rispettare norme a salvaguardiadel territorio. «Ciò è basilare per una sua valorizzazione ambientale e turistica, dato che il Comune di Rio Saliceto insieme ad altri confinanti ha già intrapreso iniziative concrete che hanno lo scopo di elevare il valore sia del territorio che dei prodotti» conclude.


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