Successo per i vaccini in piazza «Si sono fermati anche i riders»

reggio emilia. Il successo del camper dell’Ausl in piazza Prampolini è stato tale che, fra un consegna di pizza e una di sushi, persino alcuni riders al lavoro in città si sono fermati per farsi vaccinare. E alla fine il risultato dell’iniziativa messa in piedi venerdì sera, sotto gli occhi vigili della statua del Crostolo, è stato straordinario: 396 reggiani hanno ricevuto una somministrazione per un totale di 66 flaconi di Pfizer utilizzati, il cento per cento delle fiale messe a disposizione dall’azienda sanitaria. Insomma, non è stata sprecata nemmeno una goccia di vaccino.

A controllare da vicino l’andamento della serata, che ha visto l’impiego di una ventina di operatori sanitari fra medici, infermieri, amministrativi e informatici, la stessa direttrice generale dell’Ausl di Reggio Emilia, Cristina Marchesi.


Il cui sorriso, mentre fa il bilancio dell’iniziativa, ieri era percepibile anche via telefono: «Sono molto soddisfatta, abbiamo effettuato quasi 400 vaccini ed era l’obiettivo che ci eravamo preposti. Oltre all’impegno dei nostri dipendenti vorrei però ringraziare anche i volontari della Croce Verde, che sono rimasti sempre con noi in caso di bisogno, oltre a polizia locale e Protezione civile che hanno garantito che tutto funzionasse per il meglio». La voglia di vaccinarsi, sollecitata anche dall’entrata in vigore del Green pass parzialmente obbligatorio, è stata molta.

«C’erano persone in fila – prosegue la direttrice – già con un’ora di anticipo. I cittadini hanno poi continuato a venire alla spicciolata fino a che siamo rimasti in piazza, ovvero mezzanotte, e sono convinta che altre si sarebbero aggiunte se fossimo rimasti più a lungo. Il successo è dovuto anche dal fatto che sia andato tutto liscio, senza incidenti o intoppi di sorta, e in questo ci ha aiutato il wifi messo a disposizione dal Comune che ci ha permesso di lavorare in rete e rilasciare i certificati esattamente come in qualunque altro punto vaccinale fisso».

Quando si organizza un evento di questo tipo, con una postazione itinerante come quella dell’Ausl, «è tutto molto più complicato. Anzitutto perché è tutto da fare manualmente, dalla modulistica al caricamenti dei dati, si parte da zero. Ma la serata è stata contrassegnata dall’ordine e questo è per noi un motivo di orgoglio. Senza dimenticare che nella seconda metà della serata abbiamo vaccinato persone le quali, per loro stessa dichiarazione, non sarebbero mai andate in uno dei poli vaccinali per diverse ragioni. Abbiamo raggiunto una fascia di popolazione che, sono convinta, molto difficilmente si sarebbe vaccinata altrimenti».

Tanti sono stati anche i giovani e i giovanissimi e diversi neo-maggiorenni. «Abbiamo persino dovuto respingere – conclude la Marchesi – alcuni minorenni invitandoli a tornare nei punti fissi con i loro genitori. Sono venuti anche dei riders di Just Eat, li ho riconosciuti dalle scatole per il cibo che portavano in spalla. La città era molto vivace e ci siamo inseriti in questa vivacità, è stata una sensazione molto piacevole, avevamo lavorato tanto a questa serata. E non escludo che ne faremo ancora, magari in un altro punto».

L. G.

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