Giulia è tornata a casa: «Ha recuperato tanto Inizia un’altra sfida»

La studentessa rimase gravemente ferita in un incidente. In una clinica austriaca ha affrontato il percorso riabilitativo

MONTECCHIO. È tornata a casa Giulia Centonze, la studentessa di Montecchio rimasta gravemente ferita e in stato neurovegetativo dopo un grave incidente in auto. A darne notizia sono i famigliari, attraverso la pagina Facebook “Quel nodo che ci lega - Insieme per Giulia” da dove nei mesi scorsi avevano fatto partire la raccolta fondi per pagare le costose cure in una clinica specializzata austriaca.

«Scusate per la nostra assenza, ma questo periodo è stato intenso, in quanto da come potete vedere dalle foto Giulia è tornata a casa – raccontano postando una foto di Giulia a casa tra le amiche dalla pagina Facebook –. I miglioramenti ci sono stati, oggi Giulia è in grado di deglutire e mangiare per via orale e non attraverso la Peg. I suoi muscoli sono molto più morbidi e le permettono di stare seduta su una carrozzina». «Nei nostri confronti la sua espressività è migliorata notevolmente, ci accoglie sempre con il sorriso – confidano –. In Austria hanno ritenuto opportuno che tornasse a casa in quanto Giulia stava diventando sempre più apatica e i medici pensano che sia dovuto alla mancanza di casa e dei suoi affetti. Certo, ora inizia una nuova sfida, poiché la nostra Giulia avrà sempre bisogno di cure costanti, ma da ora in poi questo percorso lo affronteremo insieme. Già il suo sorriso per noi è il più grande regalo».


Era il 3 maggio del 2019 quando Giulia, che studiava alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Parma, è rimasta gravemente ferita nell’incidente avvenuto nei pressi della località Fratta di Montechiarugolo, mentre tornava a casa. In seguito aveva vissuto un lungo periodo in coma, ricoverata nel reparto di Rianimazione di Parma. Ne è uscita in uno stato neurovegetativo che, per qualche tempo, l’ha vista ricoverata a Casalgrande nella Casa residenza per anziani e persone non autosufficienti. Ma le cure di cui aveva bisogno erano altrove e anche molto costose. Per questo, la famiglia aveva rivolto un appello al quale in tantissimi avevano risposto con grande generosità. Grazie a questo nel 2020 era stata ricoverata nella clinica “Tirol Kliniken” di Innsbruck. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA