Covid, cittadinanza onoraria alla dottoressa Katia Pigozzi

Nella fase più critica, il medico di Villa Minozzo prima ha prestato servizio in paese come sostituto d’un collega in quarantena, poi ha continuato volontariamente

SAN MARTINO IN RIO. Sabato sera sotto le stelle di “Lune in rocca”, la manifestazione dell’estate sammartinese nei prati del castello nel centro del paese, si è svolto un momento molto emozionante: il sindaco Paolo Fuccio ha consegnato a Katia Pigozzi la pergamena che attesta il conferimento alla dottoressa della cittadinanza onoraria del Comune di San Martino in Rio.

L’anno scorso la dottoressa Pigozzi, residente a Villa Minozzo, ha prestato servizio in paese prima come sostituta di un medico in isolamento per quarantena, poi continuando la sua opera associandosi volontariamente all’ambulatorio Covid per tutto il periodo più intenso della pandemia. Per questo motivo la comunità sammartinese le ha voluto esprimere gratitudine. Sull’attestato c’è scritto: «Per la professionalità, disponibilità e sensibilità da Lei dimostrate nell’attività svolta accanto ai medici di Medicina generale del paese, durante l’emergenza sanitaria da Covid-19».


Alla consegna dell’attestato erano presenti la vicepresidente della Provincia Ilenia Malavasi, la direttrice del distretto Ausl correggese Morena Pellati, il dottor Fausto Nicolini, ex direttore generale dell’Ausl reggiana e i medici di famiglia sammartinesi Flavio Avantaggiato e Pietro Penna.

Già nel luglio dell’anno scorso, per l’impegno nel periodo più intenso della pandemia, era stato conferito “Il Mantello di San Martino” ai medici Flavio Avantaggiato, Lorenzo Culzoni, Pietro Giuseppe Penna, Filippo Alberto Filetti e Katia Pigozzi.

Sabato sera il sindaco Paolo Fuccio si è rivolto alla platea riunitasi nell’anfiteatro naturale del parco: «Oggi grazie ai vaccini siamo qui e possiamo ricominciare a stare insieme. Ma non possiamo dimenticare quello che è successo. Voglio ringraziare tutti i medici e il personale sanitario per il loro impegno. La dottoressa Pigozzi – ha detto il sindaco – era arrivata a San Martino per sostituire un grande medico di famiglia cui tutti noi abbiamo voluto molto bene, il compianto dottor William Cocconcelli. È rimasta con noi assistendoci nella fase più acuta dell’emergenza, lavorando con i nostri medici. Ricordo che ci sentivamo tutte le mattine alle 7.15 mentre scendeva da Villa Minozzo per raggiungerci. La nostra comunità, cara Katia, ti è grata, e questa pergamena ne è la più alta dimostrazione».

La dottoressa Morena Pellati, direttrice del distretto Ausl, ha elogiato l’impegno dei medici di famiglia sammartinesi che già nella primavera dell'anno scorso si erano impegnati aprendo il primo ambulatorio Covid e poi organizzando, quest’anno, il punto vaccinale nella rocca di San Martino per una campagna di vaccinazione più capillare. I saluti istituzionali sono stati portati della vicepresidente della Provincia Ilenia Malavasi: «Mi unisco ai vostri ringraziamenti ai medici e al personale sanitario. La sanità reggiana e le istituzioni locali, i Comuni, la Provincia e la Regione, hanno superato una prova durissima. Dobbiamo sforzarci di tenere l’attenzione alta, continuando la campagna di vaccinazione perché tra poche settimane ci sarà la prova dell’apertura dell’anno scolastico».

Emozionatissima la dottoressa Pigozzi. Le cui parole sono state salutate da un affettuosissimo applauso: «Sono grata a questa comunità e al sindaco. Non ho parole, riesco solo a dire: da oggi sono felice di essere una di voi».

Salutato con molto affetto anche Fausto Nicolini. Per l’ex direttore generale Ausl, che ha guidato l’azienda nella fase più acuta dell’emergenza, ora in pensione e impegnato da medico volontario nelle vaccinazioni, è stata la prima uscita pubblica. «Vorrei raccontarvi un aneddoto. Era marzo, nei giorni più difficili del lockdown. Mi trovavo in casa collegato in una riunione e all’improvviso vengo interrotto perché sento la voce del sindaco Fuccio che, con un megafono, stava girando per il paese in macchina, invitando i cittadini a stare in casa al sicuro. Ecco, in quel momento ho sentito l’istituzione vicina e ho pensato che c’era ancora speranza». —

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