Dai “no vax” ai “no Moderna” L’Ausl: «È analogo a Pfizer»

Diversi ultimamente i reggiani che al momento di vaccinarsi hanno preteso di avere una dose di Pfizer perché ritenuto “più sicuro”

reggio emilia. Le teorie complottiste o semplicemente i dubbi diffusi da no-vax e da esperti dei social sempre più “informati” di chiunque continuano a mietere vittime e a influenzare le opinioni di tanti. Fra questi anche coloro che si sono lasciati convincere da una bizzarra teoria: che il vaccino Pfizer sia da preferire a quello Moderna.

Sono infatti diversi i reggiani che negli ultimi giorni hanno manifestato forte contrarietà, arrivando persino al rifiuto, quando al momento del vaccino è stata proposta loro una dose prodotta dalla casa multinazionale statunitense. Il tutto davanti a dei perplessi operatori sanitari che, pazientemente, hanno cercato di dare le corrette informazioni e far fronte a questa nuova ondata di dubbi.


«I vaccini Pfizer e Moderna sono analoghi – rassicura l’Ausl, che lancia un appello per rasserenare popolazione – in quanto hanno lo stesso meccanismo di azione. Nella nostra provincia il secondo è meno “famoso” e utilizzato del primo semplicemente perché ne abbiamo sempre avuto poche dosi. Circostanza che ci ha costretto a riservarlo a categorie più ristrette, come le persone con disabilità o le vaccinazioni da eseguire a domicilio».

Entrambi i vaccini sono basati su molecole di acido ribonucleico, l’mRna. Il piccolo segmento di mRna del virus è inserito all’interno di microscopiche vescicole lipidiche che, fondendosi con le cellule umane, lo conducono all’interno della cellula. Qui il segmento di mRna virale avvia la produzione temporanea delle proteine Spike che, riconosciute come estranee, stimolano la risposta immunitaria, con l’attivazione dei linfociti e la produzione di anticorpi. —

L. G.

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