Parmigiano montano più 7% di produzione

Lasagni: «È centrale per l’economia agricola del territorio». Domani l’assessore regionale incontra i produttori locali

CASTELNOVO MONTI. Il Parmigiano Reggiano di montagna viaggia forte e traina l’economia. I caseifici dell’Appennino reggiano aderenti alle centrali cooperative reggiane rappresentano il 28% dell’intera produzione comprensoriale di Parmigiano Reggiano di montagna. Con questi caseifici sarà a confronto l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, domani alle 10 nella sede di Confcooperative a Castelnovo Monti, in via Morandi. Promosso da Confcooperative, «l’incontro – come sottolinea il responsabile della cooperazione agricola e agroalimentare di Confcooperative, Alberto Lasagni – consentirà di approfondire i progetti che sono in campo per rafforzare il ruolo dei produttori e le politiche regionali finalizzate alla valorizzazione di un’eccellenza che nella montagna reggiana assegna un indiscusso primato alla cooperazione tra agricoltori, con 16 caseifici attivi (su un totale di 19), con 260 produttori agricoli associati e 230.000 forme di produzione annua (su quasi 300mila, ndr) , corrispondente a oltre 1.250.000 quintali di latte trasformato», e ad un valore che supera i 100 milioni di euro alla produzione. «Nel 2020 – prosegue Lasagni – nell’Appennino reggiano si è registrato un incremento produttivo del 7,04% a conferma dell’assoluta centralità del Parmigiano Reggiano per l’economia agricola di questo territorio, in cui convivono forti tradizioni e alti riconoscimenti qualitativi che sono stati riconosciuti con un apposito marchio, ma anche condizioni di svantaggio (sui trasporti, sui magazzini, su produzioni foraggere non implementabili con l’irrigazione) che non sono ancora adeguatamente riconosciute dalle quotazioni. Con l’assessore Mammi – conclude Lasagni – approfondiremo questi temi e l’impegno che la Regione sta esprimendo, in termini di politiche e di risorse, per l’area appenninica, puntando a rafforzare ulteriormente la collaborazione tra questo livello istituzionale, le amministrazioni locali e quel sistema cooperativo agroalimentare che rappresenta un grande fattore di tenuta e sviluppo per l’economia montana, la salvaguardia e la vita di tante piccole comunità».

«Un’agricoltura multifunzionale – osserva l’assessore regionale Alessio Mammi – che trova nel Parmigiano Reggiano un’espressione d’eccellenza, ma la cui presenza alimenta anche tante altre economie e servizi che consentono di garantire opportunità di lavoro, iniziative legate al turismo e alle tradizioni, cura di un ambiente e di risorse (quali il bosco, ad esempio) che rappresentano un patrimonio per l’intera collettività. In questi anni i caseifici e le latterie sociali reggiane sono state protagoniste, tra l’altro, di rilevanti progetti di filiera che hanno incluso anche tante singole aziende agricole, realizzando quell’integrazione che riteniamo indispensabile per rafforzare complessivamente il ruolo dei produttori».


Dopo l’incontro a Castelnovo Monti, Mammi visiterà la Latteria sociale Garfagnolo (l’ultima, sulla statale 63, in direzione del Passo del Cerreto), l’azienda agricola di Giordano Santini (con bovine da latte per il Parmigiano Reggiano al pascolo tra il Ventasso e il Casarola) e la Cooperativa agricola Cervarolo, stalla sociale che opera su oltre 200 ettari di terreno ad una quota che sta tra i 700 e 1.200 metri sul livello del mare, altrimenti lasciati in abbandono. «Eccellenze, anche queste – conclude Alessio Mammi – che bene esplicitano tutto il valore della presenza degli allevamenti e dei caseifici per la tenuta e lo sviluppo della montagna». —

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