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Già duemila i reggiani isolati in casa: «Ma siamo ancorati alla zona bianca»

Oltre 70 positivi ogni 100mila abitanti. Marchesi: «Resta basso il tasso di ricoverati però non abbassiamo la guardia»

REGGIO EMILIA. «I numeri sono in incremento anche se nell’ultima settimana possiamo dire che l’andamento dei contagi è costante. Resta una raccomandazione vista la variante Delta: vaccinarsi». La mutazione del coronavirus preoccupa l’Ausl di Reggio Emilia vista la facilità di trasmissione e l’aumento dei contagi, che però, avverte il direttore Cristina Marchesi, «si è assestata, formando una plateau». Quindi è stabile pur nella sua evoluzione: «Poi cosa ci riserva il futuro non lo sappiamo, servirebbe la sfera di cristallo. Diciamo che con questi numeri restiamo in zona bianca» taglia corto la massima dirigente del sistema sanitario reggiano, che si sta comunque attrezzando per mitigare la quarta ondata.

LA PROGRESSIONE


L’evoluzione dei contagi settimanali ha visto passare i nuovi casi da 47 fino a 83, con un calo martedì. «Siamo a 77 casi ogni 100mila abitanti - ha sottolineato ieri durante la consueta conferenza stampa settimanale Marchesi - Sappiamo che la prima soglia di allerta era fissata a 50 casi ogni 100mila ma ora si guarda anche all’occupazione dei posti letto. E ad oggi non abbiamo nessuno in terapia intensiva per Covid». In realtà un caso era stato registrato ieri «ma si trattava di un paziente positivo ma senza insufficienza respiratoria, era malato per altri motivi» spiegano dall’Ausl. L’occupazione posti letto è aumentata a sua volta «ma siamo a livelli sempre gestibili - dice Marchesi - Restiamo in zona bianca».

ISOLAMENTI

Storia diversa per le persone isolate nelle loro abitazioni: «Sono oltre 2mila, comincia quindi ad esserci un impatto sociale importante - dice la manager della sanità locale - Parliamo di isolamenti di positivi e di persone in quarantena perché hanno avuto un contatto con i positivi. Resta poi una certa reticenza a comunicare contatti stretti».

CAMPAGNA VACCINALE

L’identikit dei nuovi contagiati è il medesimo da settimane: focolai famigliari attivati dai giovani. «Continuiamo ad avere focali nelle famiglie dove sono presenti i più giovani, che si ammalano con sintomi lievi - dice Emanuela Bedeschi, responsabile del dipartimento di sanità pubblica di Reggio - Resta poi alta la percentuale delle persone positive che rientrano dalle vacanze ma non solo dall’area della Romagna o da Riccione. Ci sono diversi positivi che tornano dall’estero. È molto aumentata quindi l’attività di segnalazione dei contatti da viaggi. Dal ministero e dalla Sanità riceviamo molti elenchi di persone che hanno viaggiato in aereo o nave ed erano insieme a dei positivi. In questo modo la quarantena viene estesa a tutti i contatti, come è necessario fare per dominare una variante come questa. Per noi abbiamo come indicazioni che chi entra da un’area extra Shengen deve fare 10 giorni di quarantena e 2 tamponi una volta arrivati nel nostro territorio. Stiamo reclutando poi altre persone per aumentare il nostro tracciamento». —

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