L’Inps revoca l’assistenza per l’invalidità, ma è un errore

Il marito di Catia Silva  va alla visita e gli attestano  il problema permanente ma in una lettera è contestata la mancata presentazione

Brescello. La sensazione è quella di essere finiti su “Scherzi a parte”. Peccato che in questo caso non ci siano attori compiacenti né telecamere, ma una missiva a firma Inps che parla chiaro: l’invalido 63enne di Brescello Antonio Mori ha visto sospesi i propri benefici inerenti la legge 104. La causa, scrive l’Istituto nazionale della previdenza sociale, è la mancata presentazione alla visita di revisione dello scorso 7 luglio alla quale, però, Mori ha regolarmente presenziato, accompagnato dalla moglie Catia Silva.

È proprio la donna – ex consigliera comunale d’opposizione a Brescello – a portare all’attenzione la vicenda, dopo aver ricevuto la lettera ieri mattina via raccomandata. «Abbiamo fatto tutto secondo la prassi – racconta Catia Silva con tanto di carte in mano – e ho accompagnato Antonio alla visita del 7 a seguito della quale la commissione ha decretato l’invalidità permanente per mio marito. Mi sembra di sognare».


Il contenuto della lettera è quantomai esplicito: «La informiamo che a causa della sua mancata presentazione alla visita di revisione prevista per il giorno 7 luglio 2021 abbiamo provveduto a sospendere temporaneamente i benefici assistenziali di cui godeva sulla base del precedente verbale sanitario che, nelle more, non potrà essere esibito per qualsivoglia motivo. La invitiamo a presentare alla sede Inps entro 90 giorni idonea motivazione della sua assenza, in caso contrario si procederà alla revoca definitiva dei benefici assistenziali». Con la tradizionale combattività che la contraddistingue, ieri Catia Silva ha più volte telefonato all’Inps, ai numeri indicati nella lettera, senza ricevere risposta. «Per nulla decisa a mollare – afferma – ho contattato la sede periferica di Guastalla, che si è dichiarata non competente. Ho anche contattato la segreteria dell’assessore regionale Donini, che mi ha informato che la Regione con l’Inps non può interloquire. A questo punto domani (oggi per chi legge, ndr) andrò direttamente alla sede Inps di Reggio Emilia, sperando di arrivare a una soluzione. Questi mesi sono un incubo: dopo pesanti ritardi sul vaccino, ora anche questa. Un anziano solo come potrebbe farcela?». —

A.V.

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