Casalgrande Padana, oggi presidio degli operai

Casalgrande, i sindacati : «Trattativa interrotta per il rinnovo del contratto». L’azienda: «Proteste inaccettabili»

CASALGRANDE. Scendono in strada le maestranze della “Casalgrande Padana”, dopo la rottura delle trattative con la proprietà per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.

Questa mattina dalle 8. 30 alle 12. 30 davanti all’ingresso del magazzino principale di via Pedemontana è in programma un presidio di quattro ore dei dipendenti di una delle principali ceramiche italiane. È parte dello sciopero di otto ore che per tutta la giornata odierna rallenterà le attività produttive dei sei complessi aziendali fra Casalgrande, Dinazzano e Sant’Antonino dove operano parecchie centinaia di persone.


LA MOBILITAZIONE

La mobilitazione è stata proclamata dalle Rsu, le rappresentanze sindacali interni dei vari stabilimenti assieme a Filctem Cgil e Femca Cisl, le sigle del comparto ceramico di Cgil e Cisl.

Il presidio del mattino e l’intero giorno di sciopero sono il primo passo delle azioni concordate da lavoratori e sindacati dopo l’interruzione della trattativa, in particolare, sul riconoscimento economico da ritoccare nel rinnovo del contratto integrativo con cui potenziare le disposizioni stabilite a livello nazionale per il settore. Il pacchetto prevede per ora sedici ore totali di sciopero, quindi altre otto da mettere in atto in futuro, e il blocco di tutte le prestazioni di lavoro straordinario e della flessibilità.

LA ROTTURA

Cosa ha portato alla rottura? «La decisione dell’azienda di abbandonare il tavolo assumendosi la responsabilità di avere rotto le trattative per il rinnovo del contratto aziendale», sostengono le Rsu e i delegati di Filctem e Femca.

«Dopo diversi mesi di trattativa, nonostante tutti gli sforzi possibili da parte della delegazione sindacale per arrivare ad una soluzione accettabile, la direzione aziendale si è dichiarata indisponibile a dare una risposta positiva in merito alle richieste presentate in piattaforma sia sulla parte relativa ai diritti dei lavoratori che sulla parte economica dove ancora oggi si registra una sostanziale differenza», spiegano rimandando al presidio che si svolgerà dalle 8, 30 alle 12. 30 davanti all’area parcheggio e sosta dei camion del magazzino A, di via Pedemontana, non lontano dalla grande rotonda voluta proprio dalla ceramica.

LE PROSPETTIVE

Lo sciopero non chiude le porte a una ripresa delle discussioni: «Riteniamo ci siano tutte le condizioni per definire un rinnovo del contratto aziendale innovativo, dignitoso e di qualità, che dia una risposta concreta e meritata a tutte le maestranze», concludono i sindacalisti. Ben diverso il punto di vista di Casalgrande Padana, espresso direttamente dal presidente della ceramica Franco Manfredini, uno degli imprenditori più noti dell’intero distretto.

«L’interruzione delle trattative da parte aziendale è stata causata da un anomalo e inaudito comportamento della controparte», afferma. Cosa sarebbe successo? «Nel momento in cui si era sul punto di raggiungere un accordo, momento segnato da una pausa di consultazione richieste dalla delegazione Rsu, alla ripresa dell’incontro ci è stata presentata una richiesta economica aggiuntiva rispetto a quella in discussione, modalità questa inusuale e inaccettabile».

Per Manfredini, proteste così impattanti sono difficili da capire da accettare: «La programmazione di un pacchetto di “scioperi” in questo momento storico la riteniamo incomprensibile e ingiustificata rispetto alle disponibilità messe sul tavolo anche in questa occasione da Casalgrande Padana, partendo da condizioni esistenti sensibilmente superiori alla media del settore! » . –

Adriano Arati

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