Querelle tra taxi e Ncc «Se volete i nostri clienti accettate le nostre regole»

Ermanno Simiani (Uritaxi) sul conducente sanzionato «Sul nostro lavoro gravano la tariffa tassametrica e l’obbligo di servizio»

REGGIO EMILIA. «Trovo anomalo e preoccupante che, per una sanzione erogata dalle autorità a un soggetto che evidentemente veniva ritenuto operare irregolarmente, si attivino così tante associazioni rappresentanti il mondo Ncc (Noleggio con conducente)».

È Ermanno Simiani, presidente Uritaxi Emilia Romagna, uno dei sindacati più rappresentativi della categoria, a tornare su quanto accaduto alla Mediopadana di Reggio, dove un conducente di Ncc è stato sanzionato dalla polizia stradale perché trovato senza la compilazione corretta del foglio di viaggio previsto dalla legge vigente.


«Purtroppo dopo questa vicenda – commenta Simiani – in tanti si sono messi a parlare di normativa vecchia e lacunosa, cercando di distrarre l’opinione pubblica dal vero problema: quello dell’abusivismo. Questa cosa non fa bene agli operatori taxi e Ncc che operano attenendosi alle regole, e ci fa pensare che probabilmente non si tratti di un caso isolato».

La “battaglia” tra taxi e Ncc non è certo recente, ma in realtà l’utenza delle due categorie è molto diversa; un noleggiatore deve procacciare i clienti e usare auto di un certo standard, mentre i taxi si rivolgono a una clientela generica. Inoltre la riforma del 2018 (che secondo Paolo Gaspari, presidente di mestiere Ncc bus e auto di Cna Fita intervenuto sul nostro giornale qualche giorno fa, «è una legge monca») pone il divieto al rilascio di nuove autorizzazioni con conducente dall’entrata in vigore del decreto e fino all’entrata in vigore del registro informatico pubblico nazionale delle imprese di taxi e Ncc, registro che doveva essere istituito entro un anno dalla pubblicazione del decreto, ma che ad oggi ancora non è stato creato, bloccando di fatto ogni nuovo accesso alla professione e in un qualche modo favorendo anche l’abusivismo della professione. Un altro nodo è il rientro in rimessa: «La sentenza della Corte Costituzionale n. 56 del marzo 2020 – ha precisato ieri, in un intervento pubblicato sul nostro giornale, la federazione Federnoleggio – ha definitivamente stabilito l’incostituzionalità dell’obbligo di rientro in rimessa per i Ncc, premiando la tecnologia e tutelando la concorrenza».

La normativa di settore, sostiene tuttavia il presidente Uritaxi Emilia Romagna «parla chiaro: se vuole essere affrontato il tema del rapporto tra taxi e Ncc bisogna andare al di là del caso dell’autista sanzionato, che avrà tutte le possibilità per fare ricorso senza far scoppiare questa polemica che rischia di essere strumentale a secondi fini. Il principio che deve regolare il nostro settore, come qualsiasi altro settore dell’economia, è quello delle stesse regole nello stesso mercato. Ma mentre i taxi si rivolgono a una clientela generica e indifferenziata, il servizio Ncc si rivolge a una clientela specifica. La pretesa di alcune rappresentanze Ncc, stando alle loro dichiarazioni, è quella invece di potersi rivolgere anch’essi senza prenotazione a una clientela indifferenziata e generica, ma senza le regole di servizio che gravano sul servizio taxi, come la tariffa tassametrica e l’obbligo di servizio». —

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