Rissa al Lido Po, il questore emana sei daspo urbane

Bar e locali off limits per sei giovani: non potranno sostare neppure nei paraggi. I divieti su tutta la provincia per due di essi che erano stati arrestati nell'immediatezza dei fatti accaduti la notte del 4 luglio

BORETTO. Si erano resi protagonisti di una rissa notturna al Lido Po e, all’arrivo dei carabinieri, non avevano esitato a reagire agli stessi militari (due dei quali avevano poi dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso rimediando contusioni guaribili in tre giorni), il tutto in presenza di una giovane in stato di gravidanza. 
Per quei fatti risalenti alla notte del 4 luglio ora fioccano duri provvedimenti emanati dal Questore: si tratta di ben sei Daspo urbane con obblighi severi per altrettanti giovani identificati e individuati quali responsabili della notte brava. Due di loro, quelli responsabile dell’aggressione ai danni dei carabinieri, erano già stati arrestati e sottoposti all’obbligo di firma: si tratta di un 19enne e un 20enne di Castelnovo Sotto.
 
Altri quattro nel corso delle successive indagini sono però finiti nel mirino degli investigatori. 
Il provvedimento di Daspo urbano prevede per 2 dei destinatari, ovvero le persone tratte in arresto, il divieto di ingresso e stazionamento nei pressi degli esercizi pubblici e dei locali di pubblico trattenimento per l'intero territorio provinciale. 
 
Al fine di consentire ai giovani interessati di poter attendere alle normali esigenze di vita l'atto è stato contenuto in un arco temporale che va dalle ore 19 alle 6 del mattino successivo, per tutti i giorni della settimana. Potranno per esempio, passeggiare, andare al lavoro o fare compere nei comuni interessati. Gli altri 4 provvedimenti prevedono il medesimo divieto, relativamente però al solo territorio del comune di Boretto, per periodi che vanno dagli 8 al 12 mesi. 
 
L’episodio aveva destato un serio allarme per l'ordine pubblico. La violenta rissa era scoppiata nel parcheggio del locale pubblico “Life Lido Po” di Boretto e nell’immediatezza dei fatti i carabinieri, arrivati in forze per sedare la rissa – al lavoro quelli di Boretto supportati dai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile di Guastalla e della stazione di Castelnovo Sotto – trovarono sul posto anche un tirapugli e un coltello. 
 
Secondo gli accertamenti compiuti dai militari dell’Arma, una ventina di persone, divisi in due opposte fazioni si erano affrontate per futili motivi. La discussione molto animata sin da subito, si era rapidamente trasformata in reciproci scambi di spintoni. 
 
I carabinieri, benché nettamente inferiori di numero, non avevano esitato a intervenire per calmare gli animi, frapponendosi tra le parti. Peraltro, constatato che tra le persone coinvolte vi era anche una donna in stato di gravidanza, gli stessi avevano deciso di procedere con tutte le cautele del caso. 
 
Tuttavia, alcuni dei giovani presenti, accortisi dell'intervento dei carabinieri, piuttosto che obbedire agli inviti a disperdersi, si erano rivolti nei confronti di questi ultimi, prima con minacce e poi con spinte e calci. A questo punto i militari erano intervenuti con decisione e avevano allontanato tutti, ponendosi all’inseguimento dei due soggetti più esagitati, responsabili dell'aggressione.
 
I due in un primo momento erano riusciti a fuggire a bordo di due auto, ma poi erano stati raggiunti e bloccati a Poviglio. Quindi le manette per i reati di violenza, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
 
L'esito delle indagini ha portato ora al deferimento di altre 4 persone per il reato di rissa aggravata.
 
Per effetto delle prescrizioni, previste nella nuova formulazione dall'art. 13 bis della legge nr. 14 del 2017, i sei giovni non potranno accedere a bar o ad altri esercizi pubblici di somministrazione e neanche prendere posto nelle distese estive degli stessi o comunque stazionare nei pressi dei locali negli orari sopra citati. La violazione al divieti imposti determina, comunque, la reclusione per un periodo che va dai sei mesi ai due anni e la multa da un minimo di 8.000 a un massimo di 20.000 euro. Come evidente, la ragione del provvedimento risiede in una logica puramente preventiva volta a evitare quei reati, in special modo contro la persona, quali le risse, la cui commissione può essere favorita nei momenti della cosidetta movida.