Il camper dell’Ausl fa il pieno di giovani: vaccinate 266 persone in una serata

Altissima l’adesione alla campagna vaccinale itinerante. Il direttore generale dell'Ausl Cristina Marchesi: «Queste sono le piazze che ci piacciono, replicheremo»

REGGIO EMILIA. Da un lato le offese in piazza, i beceri accostamenti al regime nazista, le folli e ignoranti teorie cospirazioniste. Dall’altro decine e decine di persone in fila, ordinatamente e pazientemente, per ricevere una dose di vaccino.



La serata di domenica in piazza a Rubiera è stata la miglior risposta alle violenze verbali dei no-vax e al tempo stesso il successo di un esperimento che a questo punto sarà senza dubbio replicato: estendere l’offerta proposta dal camper vaccinale, normalmente dedicata solo agli over 60, anche alla fascia più giovane di popolazione.

L’equipe dell’Ausl è arrivata in piazza del Popolo verso le 20, un’ora a mezza prima dell’inizio di uno spettacolo comico rivolto prevalentemente a un pubblico di giovani: dieci professionisti, fra medici e infermieri, sul posto per somministrare senza appuntamenti una dose di Pfizer ai reggiani fra i 18 e i 59 anni.



E l’adesione è stata straordinaria: in poche ore sono state 266 le persone che si sono messe in coda e hanno ricevuto una somministrazione, contro i 348 over 60 immunizzati in 12 tappe del camper in giro per la provincia, dall’8 luglio a sabato scorso. Sul posto, per assistere in prima persona all’andamento dell’iniziativa, anche la stessa direttrice generale dell’Ausl di Reggio Emilia, Cristina Marchesi.

«Quando abbiamo pensato a eventi di questo tipo – ha commentato ieri, soddisfatta – eravamo in una situazione diversa. Ovvero non era stato deciso il Green pass obbligatorio. Questo ha cambiato radicalmente le carte in tavola e ha messo molte persone nella condizione di voler anticipare la prima dose programmata originariamente dopo le ferie estive. Anche a Rubiera abbiamo avuto tanti cittadini che si sono vaccinati e che avevano già un appuntamento fissato, ma altrettanti sono stati quelli che non si erano ancora prenotati. Fra questi moltissimi sono stati i giovani».

Un «successo», prosegue la Marchesi, anche perché «eravamo in un Comune non capoluogo. È stata una bella serata. Tante persone hanno appezzato l’accesso diretto, anche se come contraltare c’è stato il dover stare in fila e attendere un po’. A differenza delle vaccinazioni programmate bisognava fare tutto sul posto: compilare i moduli, eseguire l’anamnesi, procedere con le registrazioni. Ma tutti sono stati molto ordinati, è stata una bella iniziativa. Una piazza molto diversa rispetto ad altre che abbiamo visto pochi giorni fa».

A Rubiera «abbiamo visto una rinnovata voglia di vaccinarsi. E dico rinnovata perché questi entusiasmi si erano manifestati solo all’inizio della campagna, tra febbraio e marzo. In quelle prime settimane c’era uno spirito che adesso abbiamo ritrovato».

Vista l’adesione anche dei più giovani alla campagna vaccinale itinerante – coordinata dalla direttrice delle professioni sanitarie, Sandra Coriani – ora l’Ausl ha intenzione di replicare degli eventi di questo tipo anche in altre zone della provincia. Ma sul quando, e sul come, è tutto un altro paio di maniche: «Sicuramente faremo altri eventi simili – precisa la Marchesi – ma per ora stiamo ragionando sulla logistica. A Rubiera ha aiutato molto il fatto di trovarci in una piazza enorme, occupata solo per metà dallo spettacolo. Abbiamo potuto piazzare quattro tavoli per i medici, le postazioni per gli infermieri ed era disponibile la connessione internet, indispensabile per poter svolgere le pratiche».

Tutto va pianificato con attenzione: «È un attimo sbagliare qualcosa ed essere sommersi dalle critiche o, peggio, creare del disagio ai cittadini. Replicheremo senz’altro ma vogliamo essere sicuri di poter fare le cose in sicurezza». —

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