Ancora buona la portata del Po grazie ai laghi e alle piogge al nord

Ancora alta la portata del fiume Po (foto d’archivio)

Boretto, via libera da Regione e Arpae a prelievi straordinari nel torrente Enza per sostenere l’agricoltura

BORETTO. Le recenti precipitazioni cadute sul distretto del fiume Po in maniera non completamente uniforme (ma comunque su un territorio particolarmente esteso, anche se in modo diseguale), hanno toccato negli ultimi giorni soprattutto il Piemonte e la Lombardia e, unite alla concomitanza dei rilasci di risorsa idrica dai grandi laghi alpini ed in particolare dal lago Maggiore, hanno velocemente consentito al Grande Fiume di riguadagnare buoni livelli delle sue portate che ad oggi risultano sopra le medie di periodo in tutte le stazioni di rilevamento.

Il distretto padano appare però ancora sostanzialmente suddiviso in due aree: il deficit idrico delle zone a valle (Emilia centrale, Romagna, Basso Veneto) permane infatti ancora significativo a causa della scarsità di precipitazioni, manifestandosi in una carenza d’acqua che colpisce numerosi sottobacini.


Nel comprensorio piemontese le province di Alessandria, Asti, Vercelli e Torino stanno lentamente recuperando. Le abbondanti piogge cadute sul territorio hanno determinato l’incremento dei valori di portata in tutte le sezioni del bacino (a Boretto sono stati toccati i 939 metri cubi al secondo), portate che si manterranno su valori superiori rispetto alla portata di magra ordinaria anche nei prossimi giorni grazie, inoltre, all’aiuto dei volumi d’acqua rilasciati dai grandi laghi. Ma la buona situazione registrata a monte e lungo l’asta del Po purtroppo non trova eguale riscontro nell’area emiliano-romagnola, dove i corsi d’acqua appenninici a regime torrentizio risultano per lo più ancora in secca e in palese situazione di deficit idrico senza evidenti eccezioni.

È il torrente Enza a permanere costantemente sotto osservazione e in calo costante dal 25 maggio ad oggi. Per il torrente, però, è arrivata nella tarda serata di venerdì una buona notizia, grazie alla determina redatta da Arpae che concede l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Emilia Romagna (per interessamento e approfondimento dell’assessorato all’Ambiente) al prelievo per uso irriguo in deroga al deflusso minimo vitale dall’Enza. Già dal weekend dunque, grazie alla funzionalità dell’impianto di Cerezzola, i consorzi di Bonifica dell’Emilia Centrale (gestore del manufatto) e Bonifica Parmense sono legittimati a derivare una quantità di acqua per l’irrigazione indispensabile per portare sollievo alle imprese agricole del territorio.

Le colture tipiche dell’area – vocata storicamente al mantenimento dei prati stabili utili al Parmigiano Reggiano e, più a valle, alla produzione del pomodoro – infatti hanno risentito di un crescente e rischioso stress idrico, soprattutto nell’ultimo periodo, in conseguenza alla perdurante mancanza di precipitazioni in grado di fornire sufficiente ristoro al suolo e ai suoi prodotti.

Da qui è nata la segnalazione immediata del progressivo stato di crisi di quelle zone da parte dei due Consorzi che, in collaborazione diretta con Anbi Emilia Romagna (associazione che li rappresenta), hanno ribadito nelle sedi istituzionali di competenza la necessità di poter intervenire “in via straordinaria” per proseguire, per quanto possibile, il prelievo. Dopo una serie di incontri mirati con Arpae e con l’assessorato all’Ambiente di Irene Priolo e con interessamento dell’assessorato all’Agricoltura di Alessio Mammi, è arrivata la definitiva presa d’atto della situazione e la decisione di concedere l’autorizzazione alla deroga. Un’autorizzazione che in questa fase temporale, al termine di un anno emergenziale a causa della pandemia da Covid e in un contesto climatico sempre più torrido sia per le temperature che per l’assenza di piogge, rappresenta una vera boccata d’aria fresca.