L’opera di Karin scelta dalla Cna

È diventata il premio che è stato assegnato a Bonaccini. È dedicata al Covid e al padre Paolo Monica morto per il virus

BRESCELLO. “Voltati, sono qui”. È l’invocazione che una figlia lancia al padre, nella speranza, purtroppo vana, di riuscire a raggiungerlo e rivederlo ed è il titolo dell’opera d’arte che caratterizza il premio Cna Emilia Romagna 2021, consegnato al presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Autrice del lavoro, la lentigionese Karin Monica, che ha tratto ispirazione dalla dolorosa vicenda personale della perdita del padre Paolo, avvenuta poco più di un anno fa, a causa del Covid. Karin – classe 1983, iscritta da anni alla Cna di Parma – è un’artigiana specializzata nella lavorazione del feltro, che utilizza in più ambiti: abbigliamento, accessori, arredamento. Ma in particolare, la sua produzione (che avviene nel laboratorio della casa di famiglia nella frazione brescellese) si caratterizza nella fattura di cappelli, che realizza in serie limitate. Non solo.


Si serve del feltro per la creazione di burattini e pupazzi che utilizza in spettacoli di teatro di figura e ha condotto diversi corsi di feltro presso scuole per l’infanzia, ludoteche e strutture per anziani, nonché nella cooperativa sociale dove collabora come educatrice.

Il talento artistico, da queste parti, è di casa: Karin, infatti, condivideva parte del suo lavoro proprio col padre Paolo, persona creativa e appassionato pittore e scultore. «Mi è stato chiesto – spiega Karin – di trattare la tematica del Covid in chiave positiva, ma non potevo permettermelo. L’ho affrontato a modo mio, e sono partita da un autoritratto di mio padre degli anni ’70: ho creato una base in feltro, l’ho stampato con i suoi colori e poi cucito, e mi sono “inserita” in quest’opera». La figura di Karin, nel quadro, appare in secondo piano, piccola e in lontananza, cucita con un filo bianco che sembra volersi collegare al padre.

«Ho avvertito la forte esigenza – aggiunge – di entrare anch’io in quest’opera e ho scelto il cucito perché, pur non essendo una pratica a me troppo familiare, ho scoperto essere un’attività che, per i movimenti che ti porta a compiere, riesce ad astrarti dalla realtà. Con questo lavoro spero che la forte assenza fisica che avverto possa essere soppiantata dai ricordi per uscire da questo dolore immobilizzante. La sua perdita improvvisa, da un giorno all’altro, è stata una cosa indescrivibile». L’opera – incorniciata da Domenico Gissi di Piacenza – è stata consegnata a Bonaccini lunedì, in chiusura dell’assemblea regionale di Cna Emilia Romagna, dal presidente Dario Costantini e dal segretario Fabio Bezzi come riconoscimento per l’impegno corale, i valori e la solidarietà espressa dalla comunità emiliano-romagnola nell’emergenza pandemica.

La morte di Paolo Monica, stroncato dal Covid nel marzo dell’anno scorso, arrivò alla famiglia come un fulmine a ciel sereno. L’uomo era giunto in pronto soccorso con le proprie gambe, accusando qualche problema respiratorio che però non lasciava presagire un epilogo così tragico. Dopo qualche giorno venne intubato e, a circa due settimane dal ricovero, arrivò inaspettata alla moglie e ai figli la notizia del decesso. Monica, 70 anni, era una persona molto nota a Brescello e nella Bassa: era stato un protagonista attivo della politica brescellese degli ultimi anni, che lo ha sempre visto combattivo all’opposizione. Prima della pensione aveva lavorato per anni in Comune a Boretto, come vigile urbano, poi in qualità di segretario degli affari sociali e infine in biblioteca. —


© RIPRODUZIONE RISERVATA