Castellarano, trovato morto in casa dopo una settimana

Ivan Manelli, 66 anni, è stato colto da un improvviso malore a letto. Viveva solo. I vicini allarmati dal cattivo odore

CASTELLARANO. È una storia di solitudine quella di Ivan Manelli, trovato morto in casa dopo una settimana. Se ne sono accorti i vicini, in particolare chi abitava allo stesso piano, dopo che ha sentito dal balcone un odore insistente e preoccupante. «Ho iniziato a sentire qualcosa di strano già da martedì – racconta un vicino – poi oggi (ieri per chi legge, ndr) quando ho aperto il balcone ho sentito un odore fortissimo e allora ho dato l’allarme perché ho subito pensato che fosse successo qualcosa a Ivan perché era circa una settimana che non lo vedevo».

Purtroppo, quel pensiero aveva ragione di essere. In via Manzoni numero 13 a Castellarano dove è presente un condominio con numerosi appartamenti sono arrivati i vigili del fuoco, l’ambulanza della Croce Rossa e i carabinieri. I vigili del fuoco stavano per rompere la porta d’ingresso dell’appartamento quando un residente gli ha consigliato di entrare dal suo appartamento e passare direttamente dal suo balcone in quello dell’appartamento di Manelli. La manovra ha permesso ai pompieri di entrare rapidamente e verificare che all’interno purtroppo in effetti si trovava sul letto riverso a testa in giù il corpo di Ivan Manelli. Probabilmente colpito da un infarto o comunque da un malore che non gli ha lasciato scampo. «Martedì della settimana scorsa ci siamo visti e salutati – racconta il vicino che ha dato l’allarme – e sono veramente dispiaciuto di quello che è successo».


Viveva da solo Ivan Manelli, da quando anni fa si era separato; avrebbe compiuto 66 anni in ottobre e ha passato una vita a lavorare come operaio in ceramica. Negli ultimi anni come dipendente interinale sia alle Fiandre che all’Ariostea, due grandi aziende castellaranesi e poi poco più di due anni fa era arrivata la meritata pensione. Andava sempre al lavoro in bicicletta ed era una sua scelta. Frequentava ogni tanto qualche bar di Castellarano in compagnia dei suoi ex colleghi di lavoro e di quelli che erano andati in pensione.

Per il fatto che non avesse una vita sempre a contatto con molte persone la sua morte è passata quasi in silenzio, e solo dopo una settimana i vicini del condominio hanno realizzato che Ivan era morto e non che era in giro o semplicemente dentro casa. Alcuni sul suo ex posto di lavoro lo ricordano come “Babbo Natale”, per quella sua grande barba bianca che curava in modo particolare. —

Paolo Ruini

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