Il fidanzato di Saman atteso dal giudice per confermare le accuse fatte in tivù

Oggi alle 10 l’incidente probatorio a Reggio di Saqib Ayub  È considerato uno dei testimoni-chiave dopo la scomparsa

NOVELLARA. Saman Abbas non si trova. Il giallo della ragazza scomparsa da Novellara non sembra giungere ancora a una svolta, cercata tra i campi di Novellara, dopo i carabinieri hanno setacciato le serre per 67 giorni sotto il sole, convinti che lì si trovasse il cadavere della 18enne pakistana. Secondo la procura di Reggio Emilia è stata uccisa dai parenti con l’assenso dei genitori in quanto ragazza ribelle che non voleva sposarsi con il cugino, un’unione forzata che la ragazza aveva avversato fino a fuggire da casa, per poi tornare ed essere successivamente uccisa.

Nel mentre, però, Saman aveva conosciuto un connazionale, Saqib Ayub, diventato il suo fidanzato, intervistato a più riprese in queste settimane e che oggi sarà a Reggio Emilia. Ha infatti un appuntamento alle 10 con il giudice per l’indagine preliminare Luca Ramponi, che lo ha convocato su richiesta della procura di Reggio per svolgere un incidente probatorio.


Un interrogatorio durante il quale il giovane sarà sentito dal giudice e incalzato tanto da accusa che dalle difese dei cinque indagati principali: i genitori, partiti per il Pakistan e non ancora rientrati in Italia, per cui è stata presentata la rogatoria internazionale per il loro fermo, uno zio, di cui non si hanno notizie da settimane, e due cugini, uno dei quali, Ikram Ijaz, fermato a Nimes, in Francia, mentre tentava di raggiungere la Spagna, è attualmente nel carcere di Reggio Emilia.

Al fidanzato verrà chiesto di confermare quanto già detto alla stampa. Saman era promessa sposa di un cugino e con la sua famiglia aveva partecipato alla festa di fidanzamento. Una festa della quale ha dato conto ancora una volta “Quarto Grado”, trasmissione di Rete 4, intervistando direttamente in Pakistan anche la madre di quel promesso sposo. La quale ha confermato l’accordo per quell’unione, ma di non sapere nulla di quanto accaduto in Italia. «Prego cinque volte al giorno per Saman» ha detto ai microfoni. Dopo la festa di fidanzamento, Saman avrebbe tentato il suicidio ingerendo diverse pastiglie. Una volta uscita dall’ospedale, la ragazza era fuggita in Belgio, dove aveva trovato riparo temporaneo da un amico. Infine il ritorno a casa, a Novellara, l’arrivo in comunità e la conoscenza prima via social del futuro fidanzato, Saqib che sarà sentito oggi in tribunale. Così le sue dichiarazioni diventeranno fonte di prova. Nelle scorse settimane aveva anche parlato delle minacce che la sua famiglia avrebbe ricevuto in Pakistan dagli Abbas affinché interrompesse la sua relazione con Saman che rifiutava invece il matrimonio combinato con il cugino, esponente di una famiglia considerata facoltosa.

Pochi giorni fa era stato rintracciato dalla stampa anche un altro testimone, che avrebbe sentito Shabbar Abbas – padre di Saman – affermare che «lo Stato italiano ha fatto il lavaggio del cervello alla figlia», ha detto l’uomo, e che «l’Italia ha portato le nostre figlie verso il cristianesimo e la volgarità». Confidenze che diventano un caso anche politico in Italia.

Nel frattempo prosegue l’attività investigativa, alla ricerca soprattutto dei due cugini di Saman ancora a piede libero, fuggiti in Europa e sui quali si concentrano le attività di controllo anche grazie alle autorità di polizia straniere. —

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