È morto Tristano Ferrari colonna del volontariato

Detto “Caliga”, aveva 74 anni, molto conosciuto in paese per essere stato dipendente comunale

NOVELLARA. Si è spento ieri mattina Tristano Ferrari, detto “Caliga”, pensionato di 74 anni, molto conosciuto in paese per essere stato dipendente comunale (dapprima come bagnino della piscina e poi come responsabile dei mezzi comunali) e attivo nel mondo del volontariato presso l’associazione calcistica Novellara sportiva e Auser. Da quando era andato in pensione, era comunque rimasto a disposizione del Comune, come volontario factotum. Ferrari lascia la moglie Nella, le figlie Elena e Federica, il genero Davide, nipoti, fratelli, sorelle, parenti e tanti amici. La salma è visitabile solo oggi, dalle 8 alle 18, nelle camere ardenti dell’ospedale di Guastalla. Il funerale si terrà domani in forma civile, alle 10, nel piazzale del cimitero di Novellara. Poi il feretro proseguirà per l’ara crematoria di Mantova. La famiglia chiede che eventuali offerte siano destinate al Grade di Reggio Emilia.

Molto toccante il ricordo che la moglie Nella ha postato sul suo profilo Facebook: «Ciao Tristano. Sei stato un buon compagno di viaggio. Abbiamo passato parte della nostra vita sempre insieme. Ti auguro un buon viaggio».


Tra le centinaia di messaggi di cordoglio inviati alla moglie, quelli del sindaco Elena Carletti e dal presidente di Auser Enzo Tondelli che ha scritto: «Sentite condoglianze da parte mia e di tutti i volontari Auser, una grande famiglia di cui Tristano ha fatto lungamente parte come volontario».

Significativo anche il ricordo di Omar Malagoli, presidente della Novellara sportiva: «Ho perso un grande amico, un personaggio caratteristico e positivo per Novellara, che ha sempre dato, con tanto cuore. Giocavamo assieme nella squadra amatoriale dei “Tiutati”, dove Tristano era portiere. Poi fu dirigente della Novellara sportiva, dove fece anche un corso per arbitri. Quando lavoravamo assieme in piscina, come bagnini, abbiamo salvato un giovane allievo che era svenuto sul fondo della piscina, praticandogli le manovre di rianimazione». —

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