È morto l’ingegnere Camorani, docente universitario 56enne

Stroncato da una malattia. Lascia la moglie e tre figli. Domani il funerale. Era stato impegnato in tanti progetti di rilievo con lo studio Politecnica di Modena 

ALBINEA. Un professionista e un docente stimato a livello nazionale, un abitante benvoluto, discreto, cordiale con tutti. Quello di ieri è stato un giorno di lutto per la comunità di Albinea, segnato dalla morte del 56enne Fabio Camorani, ingegnere edile impegnato in tanti progetti di rilievo con il celebre studio Politecnica di Modena e da decenni insegnante universitario.

È deceduto nelle prime ore della giornata di ieri, in conseguenza di una grave malattia con cui ha convissuto fra terapie e cure, prima che le condizioni peggiorassero definitivamente. Lascia tre figli, due ragazze e un ragazzo, cresciuti in paese, dove la famiglia Camorani vive da alcune generazioni e dove risiedono anche i due fratelli di Fabio.


Il 56enne risiedeva nella zona di Roncosano, nell’area verde a Est del paese capoluogo in direzione Borzano, a fianco della strada che porta verso Bellarosa. Il funerale si svolgerà nella mattinata di domani. La notizia ha iniziato a girare nel territorio albinetano a metà della giornata di ieri, fra le tante persone che direttamente o indirettamente hanno conosciuto il 56enne e i suoi parenti in questi decenni.

Camorani era un nome noto nel mondo delle costruzioni, dell’architettura e dell’edilizia industriale. Dopo il liceo scientifico a Reggio, si era laureato a Bologna in ingegneria civile, sezione edile, e quasi da subito aveva iniziato a dedicarsi all’insegnamento, prima a fianco dei suoi maestri e poi, dal nuovo millennio, in maniera più continuativa, seguendo la crescita del proprio percorso professionale. Dal 1996 era associato allo studio Politecnica di Modena, una realtà di primo piano nel settore con cui ha collaborato a opere di grande rilievo, in primis il Museo Enzo Ferrari (MEF) di Modena. Camorani ha diretto i lavori che hanno portato alla realizzazione del sito nato dal restauro della casa Natale di Enzo Ferrari e alla galleria espositiva delle “Rosse” di Maranello. Sempre l’ingegnere albinetano è stato coinvolto nella profonda ristrutturazione di alcuni dei principali complessi storici del centro storico modenese, dall’ex ospedale settecentesco di Sant’Agostino ai vecchi conventi di San Geminiano e San Paolo, oggi impiegati dall’ateneo.

Come insegnante, ha tenuto corsi continuativi prima a Parma, per la laurea magistrale in Architettura, prima di passare all’insegnamento “Progetti e strutture” del corso di laurea di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio, incarico mantenuto sino a quanto le condizioni di salute lo hanno consentito. —

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