«Navigare, carne da macello del futuro dei lavoratori»

L’assessore regionale Colla contro la mancata presenza al tavolo del ministero: «Così la proprietà dimostra  cinismo e disinteresse» 

rio saliceto. «È inaccettabile il comportamento della proprietà di Manifattura Riese. Imprenditori che non si presentano a una riunione convocata dalle istituzioni, in questo caso dal governo, dimostrano una preoccupante carica di cinismo e disprezzo verso i lavoratori, prevalentemente donne, e le loro famiglie».

Non lascia spazio al dubbio l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, condividendo gli appelli delle organizzazioni sindacali che si susseguono ormai da mesi affinché la proprietà si sieda al tavolo di confronto per il futuro dell’impresa e degli oltre 80 lavoratori.


La vicenda parte dalla messa in liquidazione dell’azienda e la cessazione delle attività, dopo che la Luchi Fiduciaria ha acquisito l’80 per cento delle quote societarie dal Fondo Consilium, mentre il rimanente 20 per cento rimane nelle mani della Navy Group.

La storica azienda si è trasferita da Rio Saliceto a Carpi all’inizio di quest’anno e ha avviato la procedura di licenziamento collettivo di tutti e 82 i lavoratori.

Il Ministero del Lavoro convocherà per il 28 luglio un incontro proprio sulla procedura di licenziamento collettivo.

«Auspico la partecipazione della proprietà – ha aggiunto Colla – così da poter avviare un confronto e mettere a disposizione tutti gli strumenti legislativi e normativi che permettono di evitare una cesura sociale di tale portata. Il modello che abbiamo condiviso in Emilia-Romagna, anche con la sottoscrizione del Patto per il Lavoro e Il Clima, è di evitare atti unilaterali».

Al tavolo del Mise, gestito dal coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa Luca Annibaletti, oltre alla Regione, erano presenti Confindustria Emilia Romagna, i sindaci di Carpi, Alberto Bellelli, di Rio Saliceto, Lucio Malavasi, esponenti di Filctem Cgil nazionale, Filctem Emilia-Romagna e Modena, Femca Cisl nazionale ed Emilia-Romagna.

Usa parole molto dure anche la vicesindaca di Carpi, Stefania Gasparini, per la quale la proprietà «ha dimostrato irresponsabilità e spregiudicatezza verso i propri dipendenti e le istituzioni tutte non presentandosi al tavolo del Mise. È inutile vantarsi nel marchio di essere nati nel 1961 se poi si fa carne da macello del futuro dei dipendenti che quella azienda hanno contribuito a fare grande. Noi saremo sempre al fianco delle dipendenti e dei dipendenti per la loro dignità e per i loro diritti».

«L’assenza è già un messaggio che si manda e in questo caso ribadisce, a mio parere, una sostanziale mancanza di rispetto per tutti i lavoratori che in tanti anni di collaborazione professionale e leale hanno contribuito a far crescere i profitti e il valore del marchio – sottolinea la parlamentare del Movimento 5 Stelle Maria Laura Mantovani – È emerso chiaramente che la proprietà si vuole disfare di questo patrimonio produttivo che pure per il territorio ha avuto un forte significato e non ne vuole proprio sapere nemmeno di un accordo per favorire il sostegno all’uscita dei dipendenti. Ma dov’è finita la responsabilità sociale d’impresa? È veramente incredibile – conclude Mantovani – che imprenditori che sono cresciuti e hanno fatto fortuna anche grazie alla dedizione dei propri dipendenti, si permettano poi di “gettarli via” come qualcosa che non serve più». —

S.A.

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