Dopo il Covid procedure più onerose e posti ridotti

reggio emilia. Oltre due milioni e mezzo di euro in meno nel 2020 rispetto al 2019 e quasi 400mila euro persi fra questo e lo scorso anno. Questa la sintesi del calo dei ricavi delle rette per Asp, un picco verticale provocato in larga parte, spiega la presidente Mariella Martini, dalla pandemia.

«La riduzione – spiega – è conseguenza del blocco dei nuovi ingressi e della necessità di mantenere disponibili una quota di posti per le esigenze di isolamento degli ospiti positivi. L’effetto della riduzione dei ricavi da rette (2.671.471,44 euro nel 2020, di cui 2.429.026,62 sui soli servizi per anziani, ndr) nel 2021 in fase previsionale peggiora ulteriormente. Mentre nell’anno precedente gli effetti della pandemia si erano prodotti dal mese di marzo, nel 2021 le misure restrittive sono in essere già dall’inizio dell’anno e si devono tutt’ora mantenere letti vuoti per gli isolamenti».


D’altro canto, prosegue la presidente, «le nuove modalità organizzative richieste dalla pandemia, che non si è ancora esaurita, e le precauzioni giustamente prescritte dall’Ausl devono prevedere dei modelli assistenziali che siano fondati su una certa stabilità fra gruppo di ospiti e gruppo di operatori, così da tracciare eventuali condizioni di positività. Non possiamo ridurre il personale ma dobbiamo mantenere quello che c’è».

In aggiunta a questo, conclude la Martini, «i nuovi contratti di servizio, definiti congiuntamente da Comune di Reggio Emilia e Ausl e inviati ad Asp, impegnano un numero di posti significativamente inferiore agli anni pre-covid. Tale andamento riguarda in particolare i servizi per anziani, mentre si dimostrano più stabili quelli per minorenni, famiglie e disabili. Servizi che peraltro hanno un minor peso economico nel nostro bilancio». —

L. G.

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