«Don Eleuterio ci ha insegnato il valore della democrazia»

Commossi ricordi per la scomparsa di monsignor Agostini a 97 anni Il funerale sarà celebrato dal vescovo questa mattina alle 10 in cattedrale

REGGIO EMILIA. Sarà celebrato questa mattina alle 10 in cattedrale il funerale di don Eleuterio Agostini, decano della diocesi morto lunedì a 97 anni.

La scomparsa del monsignore, il sacerdote più anziano del presbiterio diocesano, ha scosso la chiesa ma anche le istituzioni civili. Accorati messaggi di ricordo sono arrivati subito dopo la notizia della sua morte dal sindaco Luca Vecchi («Una figura solida e sobria, indimenticabile»), Gigliola Venturini segretaria provinciale del Pd («Un punto di riferimento per l’intera città») e dal capogruppo del Pd Gianluca Cantergiani («Sempre attento, pronto a informarsi e confrontarsi con una domanda che non mancava mai: “Cosa fate per chi soffre?”»).


Ma tanti altri sono arrivati ieri. Innocenza Grillone, presidente della Fondazione Durante Dopo di Noi, ricorda don Eleuterio come un amico vero: «Nella sua chiesa e nella sua parrocchia le persone con disabilità avevano pieno diritto di visibilità e di cittadinanza. Vogliamo ringraziarlo una volta ancora per la sua vicinanza, perché con semplicità ha condiviso il cammino e le fatiche quotidiane delle nostre famiglie senza troppe parole, senza pietismo ma con vera cum-passione».

Anche la Cisl piange il sacerdote «sempre dalla parte dei lavoratori. Dal 1972 al 1975, già sacerdote, ha vissuto il suo carisma come operaio dentro all’azienda Nibbi. Con lui diversi sacerdoti reggiani fecero la scelta di vivere l’esperienza diretta del lavoro in azienda. Tra questi Don Eugenio Morlini, Don Giuseppe Dossetti, Don Gianni Manfredini, Don Vittorio Trevisi, assieme ad altri sacerdoti e frati tuttora molto stimati. In varie occasioni partecipò a momenti di riflessione negli organismi della Cisl, trasmettendo a dirigenti e iscritti una visione del lavoro così come contenuta nella dottrina sociale della Chiesa. Ora spetta a tutta la comunità cercare di non disperdere la sua eredità».

Un saluto commosso a “Don Ago” lo dà infine Luigi Bottazzi: «È con grande commozione e dolore che noi “ex- giovani” dell’Azione Cattolica e delle Acli degli anni ‘60 e ‘70 ringraziamo il Signore per averci dato un prete e un amico che ha sempre saputo offrirci una parola saggia, un incoraggiamento all’impegno sociale e politico, senza trascurare la famiglia e l’ attenzione al bene comune, con grande rispetto anche per i non credenti e la cultura laica. Non un tanto al braccio – sottolinea – ma con lo studio, la conoscenza, la riflessione sulla parola di Dio e sull’insegnamento sociale della Chiesa. Non era un dottrinario, anche con l’età avanzata sapeva leggere con acume i segni dei tempi. Oggi ci sentiamo tutti in po’ più soli».

Quindi Bottazzi ricorda «il suo incoraggiamento, dopo la fine dell’unità politica dei cattolici, a sostenere iniziative che sapessero alimentare la cultura cattolica nei suoi valori di fondo e nella sua capacità di rispondere ai bisogni degli ultimi, dei lavoratori e nella difesa dello Stato democratico e della nostra Costituzione».

Il funerale, celebrato dal vescovo Camisasca, sarà trasmesso dal Centro diocesano Comunicazioni sociali e si potrà seguire sul canale YouTube La Libertà Tv e in tv su Teletricolore (canale 10). —

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