Una cornacchia "Isabellina" nei cieli dell’Appennino: è bianca e rarissima

La cornacchia Isabellina nei cieli dell'Appennino fotografata da Sergio Casalone, il primo ad avvistarla è stato Umberto Gianferrari

Castelnovo Monti, è stata “catturata” dagli  obiettivi del fotografo  Sergio Casalone e Umberto Gianferrari dopo lunghe  ricerche e appostamenti

CASTELNOVO MONTI. Una nuova, affascinante “preda” è finita nell’obiettivo degli appassionati di fotografia e fototrappolaggio dell’Appennino. Una cornacchia. Ok, lo sappiamo, di cornacchie è pieno non solo l’Appennino, ma tutta la provincia. Ma questa è davvero unica: a quanto pare ne è presente solo un’altra al mondo, in India. A renderla speciale è il suo colore: è tutta di un grigio pallido, leggermente tendente al beige. Un colore “Isabella” come ha sottolineato il primo a rilevarne la presenza, Umberto Gianferrari, appassionato di fototrappolaggio. Dal nome del colore, quello dato alla cornacchia: “Isabellina”.

E anche il nome del colore in sé è una bella storia: secondo la leggenda popolare, il nome deriva da Isabella, arciduchessa d’Austria (1566 -1633), figlia di Filippo II di Spagna (1527-1598). Suo marito, Alberto VII, Arciduca d’Austria (1559-1621), pose l’assedio a Ostenda nel luglio 1601 e Isabella, aspettandosi una rapida vittoria, promise di non cambiare la sua biancheria intima fino a quando la città non venisse espugnata. L’assedio durò più di tre anni e la sua biancheria intima assunse infine una colorazione giallastra.


Gianferrari, avute le prove della presenza di questo uccello unico attraverso le fototrappole, ha coinvolto nella sua ricerca Sergio Casalone, fotografo naturalista conosciuto a livello nazionale. «Saliti su una piccola collinetta – racconta Casalone – avevamo la sua area di volo davanti a noi, sì perché Isabella è una cornacchia bianca, una specie unica e al mondo ce ne sono poche. Eccola! Fa capolino su un tetto. Inquadro velocemente l’esemplare, stentavo a credere a quello che vedevo nel mirino della mia macchina, ma era una cornacchia ed era bianca, o meglio beige, color crema chiaro. La distanza era però siderale e gli scatti sono stati tanto frenetici quanto scadenti, si doveva riprovare in un altro momento e soprattutto in un altro posto, con una luce favorevole, contrasti più marcati, più da vicino». Un paio di giorni dopo “l’agguato” fotografico vincente, e un’immagine che fa storia per gli appassionati di naturalismo.