Saman, parla un testimone: «Per il padre lo Stato italiano le ha fatto il lavaggio del cervello»

Le ricerche del corpo della giovane si sono interrotte dopo 67 giorni il 12 luglio, ma l’attività investigativa va avanti

NOVELLARA. Il matrimonio forzato non era certo un miraggio. Saman Abbas lo sapeva benissimo: la 18enne era già stata, infatti, in Pakistan con la sua famiglia per partecipare alla festa di fidanzamento che era stata organizzata per celebrare la sua unione con il cugino, deciso dai genitori, ma avversato dalla giovane che si voleva opporre.

La madre del cugino


Una festa della quale ha dato conto ancora una volta “Quarto Grado”, trasmissione di Rete 4, intervistando direttamente in Pakistan anche la madre di quel promesso sposo. La quale ha confermato l’accordo per quell’unione, ma di non sapere nulla di quanto accaduto in Italia. «Prego cinque volte al giorno per Saman» ha detto ai microfoni. Dopo la festa di fidanzamento, Saman avrebbe tentato il suicidio ingerendo diverse pastiglie. Una volta uscita dall’ospedale, la ragazza era fuggita in Belgio, dove aveva trovato riparo temporaneo da un amico. Infine il ritorno a casa, a Novellara, l’arrivo in comunità e la conoscenza prima via social del futuro fidanzato, un altro connazionale.

L’interrogatorio

Proprio il fidanzato domani sarà sentito in tribunale a Reggio Emilia durante un incidente probatorio chiesto dalla procura.Diventeranno prova le sue dichiarazioni già fatte in più sedi, compresi alcuni studi televisivi nazionali, in ordine alle minacce che la sua famiglia avrebbe ricevuto in Pakistan dagli Abbas affinché interrompesse la sua relazione con Saman che rifiutava il matrimonio combinato con il cugino, esponente di una famiglia considerata facoltosa.

Le parole di Shabbar

Le ricerche del corpo della giovane si sono interrotte dopo 67 giorni il 12 luglio, ma l’attività investigativa va avanti, così come si susseguono le ricostruzioni giornalistiche che mettono in fila nuovi dettagli. Ad essere sentito nella trasmissione “Quarta Repubblica” è stato poi due giorni fa un altro testimone, che avrebbe sentito Shabbar Abbas – padre di Saman – affermare che «lo Stato italiano ha fatto il lavaggio del cervello alla figlia», ha detto l’uomo, e che «l’Italia ha portato le nostre figlie verso il cristianesimo e la volgarità».

Confidenze che diventano un caso. Se «queste parole corrispondessero effettivamente al vero – ha dichiarato in seguito la deputata reggiana della Lega Benedetta Fiorini – saremmo di fronte ad una ennesima, raccapricciante follia. Una mistificazione dei fatti inaccettabile ed una profonda offesa per la cultura democratica del nostro paese e per la religione cristiana».

Per la parlamentare «quello di Saman è un femminicidio frutto del più assurdo estremismo di matrice islamista. Un crimine efferato, meditato e armato nel nome di dettami pseudo religiosi fuori dal tempo, dalla storia, ma soprattutto fuori dalla nostra cultura e dal nostro concetto di democrazia e dalle nostre leggi». —

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