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«La tangenziale? Taglia fondi di pregio. Una via alternativa per noi è possibile»

Le osservazioni di due sorelle interessate dagli espropri. L’avvocato Bursi: «Si usi invece un tratto di via Lasagni»

RUBIERA. Con l’approvazione del progetto definitivo dell’opera e l’avvio dell’iter di espropriazione dei terreni interessati dal passaggio della futura tangenziale di Rubiera, si apre lo spazio alle osservazioni dei cittadini toccati dall’infrastruttura. Tra questi, ci sono le sorelle Isabella e Giovanna Giacobazzi, titolari di un appezzamento agricolo a Bagno, nel territorio del Comune di Reggio Emilia. Si sono rivolte all’avvocato Giovanni Bursi e denunciato come l’opera impatterà su coltivazioni di pregio come le loro, ma suggeriscono anche un tracciato alternativo per cercare di rendere meno impattante un’opera che inevitabilmente porterà con sé oltre alle soluzioni di traffico auspicate dagli amministratori locali rubieresi, anche un impatto ambientale tutto da calcolare.

L’avvocato Bursi nelle osservazioni inviate agli organi proposti non fa sconti. «La prima valutazione generale da fare è che trattasi di un’opera, il cui tracciato risale ai primi anni ’90, “vecchia” come concezione, progettata in un periodo storico e in un ambiente economico, sociale e culturale completamente diverso. Un periodo, in specifico, connotato da scarsa attenzione alla sostenibilità ambientale e alla presenza di un’esigenza alimentare mondiale che, a differenza di quanto accade oggi, non doveva fare fronte a una crescita demografica in costante evoluzione. La realtà odierna è radicalmente cambiata – si legge nel documento – non vi è dubbio che nuovi interventi su un territorio che impatta il conoide del Secchia, e le zone di ricarica delle falde acquifere che alimentano l’acqua potabile di Modena e dei Comuni a nord della Via Emilia, debbano essere valutati con grande attenzione».


E fornisce alcune valutazioni specifiche. «Questa tangenziale – spiega l’avvocato Bursi – va a dividere in due lotti una proprietà dedicata all’attività vitivinicola: si tratta di viti di pregio. Abbiamo evidenziato i danni che ne deriverebbero». Oltre al comprensibile deprezzamento dei terreni stessi, provocherebbe l’esigenza di creare un sottopasso di collegamento, per consentire all’imprenditore agricolo di poter passare nel più breve tempo possibile dall’altra parte e poter continuare le lavorazioni. Senza contare che essere attraversati da una strada come una tangenziale, imporrebbe secondo la proprietà anche l’esigenza di dotarsi di barriere protettive, per difendersi anche dall’inquinamento delle polveri e, non ultimo, del rumore.

Isabella Giacobazzi è inoltre proprietaria di un complesso immobiliare che si chiama Cattanea, una antica corte agricola di evidente valore storico e architettonico, interessata da importanti lavori di ristrutturazione. Edificio che a sua volta verrà impattato.

«Ma le mie clienti non parlano solo dei danni che subirebbero – fa notare l’avvocato Bursi – propongono anche una soluzione». Ovvero, suggeriscono un diverso tracciato nel tratto che coinvolge i terreni di via Lasagni: «Deviare il nuovo percorso stradale su aree agricole di minor pregio, andando all’esproprio di terreni agricoli di minor pregio e non su quelli destinati a coltivazione di vigneti di alta qualità». Nella convinzione che in questo modo si possa ridurre l’impatto ambientale dell’opera. Come? Mediante l’utilizzo di parte della viabilità già esistente su via Lasagni, nel breve tratto che da sud arriva sino nei pressi della chiesa di Bagno. Per poi riprendere il tracciato dell’opera così approvato in progettazione esecutiva.

Secondo la proprietà dei terreni interessati dall’esproprio la società esecutrice dell’opera potrebbe incontrare anche significative riduzioni di costi, «consentendo di dirottare parte delle risorse per la sistemazione della viabilità e dei parcheggi dell’istituto scolastico esistente sull’intersezione fra via Lasagni e la via Emilia».

Il caso mette in luce poi una questione di cui si è molto dibattuto nel recente passato: che l’opera considerata cruciale per il territorio del Comune di Rubiera, incidente su proprietà che ricadono sotto il Comune di Reggio Emilia. Su una differente visione sui tracciati possibili si era in effetti aperto un confronto tra i due Comuni. —

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