Da un vecchio baule di casa Gaddi gli articoli su Novellara dal fascismo alla guerra

Alberto Gaddi, figlio dello storico e archivista Gaetano, con il faldone ritrovato ne baule

Novellara, una raccolta imponente di pezzi raccolti da Gaetano e recuperati dal figlio Alberto: «Li donerò al Comune»

NOVELLARA. Dentro a un baule, in soffitta, trova un vecchio faldone contenente una raccolta di articoli che raccontano un pezzo di storia novellarese. Una “eredità” che il padre gli aveva lasciato già nel 1944, ma che il figlio ha scoperto solo qualche settimana fa. Questa è stata l’emozionante e inaspettata scoperta di Alberto Gaddi, 80 anni, figlio di Gaetano, scomparso nel 1993, personalità di spicco del Novecento novellarese. Gli articoli, minuziosamente ritagliati e poi incollati con ordine e precisione da Gaddi sulle 130 pagine del faldone, sono impreziositi da alcuni suoi dattiloscritti inediti e testimonianze personali. Coprono oltre venti anni di cronache novellaresi: calcistiche, sportive, politiche, e di costume.

Sono una raccolta imponente degli articoli usciti su Novellara dal 1922 al 1944 (alcuni scritti proprio da Gaddi) pubblicati dal settimanale sportivo “Il Mirabello” e dai quotidiani “Il Giornale di Reggio”, “Il Solco Fascista” e “Il Littoriale”. Si tratta di fonti preziose che raccontano anni, quelli della Novellara fascista, pressoché ignorati dalla storiografia locale, che meriterebbero un approfondimento per capire come un paese della Bassa reggiana abbia vissuto gli anni del regime mussoliniano. Ma per ora alcuni di quegli articoli stanno aiutando la scrittura di un libro sul calcio novellarese, soprattutto per quel che riguarda gli anni delle origini, fino alla Seconda guerra mondiale.


«Quando i due autori del libro Omar Malagoli e lei, Alessandro Cagossi – mi spiega – vi siete messi in contatto con me per dirmi che nella mia casa novellarese c’erano dei documenti importanti sul calcio novellarese non sono potuto venire subito. Abitando a Milano, a causa del Covid solo a maggio ho potuto raggiungere Novellara. Sapevo che in soffitta c’era qualcosa e mi sono messo a cercare in un baule. Trovo e apro un faldone, nella prima pagina c’è un manoscritto autografo vergato da mio padre Gaetano nel 1944 con penna e calamaio che recita: “È mio desiderio che questa raccolta di cronache novellaresi, frutto di un lungo e paziente lavoro, e che mi è particolarmente cara perché mi ricorda tanti indimenticabili amici della mia giovinezza sportiva e registra gli avvenimenti di un lungo periodo del nostro paese, venga conservata da mio figlio Alberto che ne potrà liberamente disporre. Se essa verrà casualmente in mano ed in possesso di altre persone che non siano della mia famiglia, io sarò lieto se la raccolta verrà offerta alla locale biblioteca comunale che io mi auguro di vedere, dopo questa immane guerra di fuoco e di spiriti, potenziata ed incorporata nell’archivio-museo Gonzaga”».

«Adesso – dice Gaddi – il faldone è in vostre mani per aiutare a scrivere il libro sul calcio novellarese, e mi dite essere fonte di informazioni preziose, di vere e proprie scoperte. Dopo che mi verrà restituito, in linea con quanto voluto da mio padre, penso di donarlo al Comune di Novellara, dove credo potrà essere valorizzato come merita».
Oltre al faldone, Gaddi ha trovato anche una carpetta con documenti contabili della Associazione Calcio Novellara degli anni Trenta, di cui suo padre era segretario e contabile.

«Si tratta – afferma Omar Malagoli, da quarant’anni attivo nel calcio novellarese e coautore del libro in uscita quest’autunno – del materiale che Gaetano mi fece vedere in occasione di una mia visita a casa sua negli anni Ottanta, per un’intervista che mi rilasciò sui primi anni del calcio novellarese. Da lì, siamo partiti per scrivere la narrazione alla collezione fotografica che ho accumulato nel corso degli anni, che ci permette di avere tutte le formazioni dal 1921, foto di impianti sportivi, e tante chicche». «Ma mancavano le parole, e questo materiale ci permette di averle, in un periodo, quello della prima metà del Novecento, dove mancano le testimonianze dirette. Praticamente – conclude infine – abbiamo recuperato le cronache e i risultati di quasi tutte le partite di quel periodo, con formazioni, classifiche e aneddoti interessanti».