Coronavirus, un minorenne ricoverato in Rianimazione a Reggio Emilia

Lo ha comunicato Cristina Marchesi, direttore generale dell'Ausl: "Le sue condizioni stanno fortunatamente migliorando". Poi l'appello: "Il Covid colpisce anche i giovani. La vaccinazione è l’unica arma che abbiamo per combattere questa malattia che sembra non volerci lasciare"

REGGIO EMILIA. Un ragazzo, minorenne, è stato ricoverato per Covid nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Santa Maria Nuova. 

Lo ha rivelato l'Ausl con una nota firmata dalla dottoressa Cristina Marchesi, direttore generale dell'azienda: “Purtroppo oggi abbiamo un ragazzo minorenne in rianimazione per Covid, le cui condizioni stanno fortunatamente migliorando e che, se continua così, potrà essere trasferito nei prossimi giorni in un reparto a minore intensità di cura. Il Covid - continua - colpisce anche i giovani, per questo è fondamentale che tutti rispettino le distanze di sicurezza, indossino la mascherina in caso di assembramenti, si lavino frequentemente le mani. La vaccinazione è l’unica arma che abbiamo per combattere questa malattia che sembra non volerci lasciare".

Alla luce del costante e preoccupante aumento dei casi positivi in provincia, soprattutto tra i giovani, la dottoressa Marchesi invita tutte le persone non ancora vaccinate a prenotare la vaccinazione. E’  possibile prenotare secondo i consueti canali per tutte le fasce di età e le persone che hanno dai 60anni compiuti in su possono approfittare della presenza del camper nei mercati della provincia, con il vaccino monodose Johnson & Johnson che dà automaticamente diritto al Green Pass.

C'è poi un altro problema, sottolineato da Marchesi: "Mi dispiace dover dire che, contrariamente alle prime ondate, ora registriamo una notevole reticenza, soprattutto da parte dei giovani, nell’attività di tracciamento, in quanto spesso non ci vengono indicati i contatti stretti. Questo - afferma il direttore generale dell'Ausl - significa che persone positive, se non tracciate e seguite dai servizi, possono facilmente infettarne altre. Credo che indicare i contatti stretti e consentirci di contenere le infezioni sia un dovere etico, morale, rispettoso della salute della collettività. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma abbiamo bisogno della collaborazione dei cittadini se vogliamo cercare di tornare a una vita più serena con meno restrizioni”.