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Un albero nel parco in memoria della 21enne Martina uccisa dal Covid

La toccante cerimonia in oratorio assieme alla famiglia. Il parroco: «Ci ricorderà che è sempre accanto al Signore»

LUZZARA. Venerdì mattina, con i ragazzi e i giovani del grest della parrocchia è stato messo a dimora, nel cortile dell’oratorio di Luzzara, una pianta in ricordo di Martina Bonaretti, la ragazza di 21 anni morta di Covid il 17 novembre dell’anno scorso: è la più giovane vittima della pandemia che ha messo in ginocchio il mondo, della provincia di Reggio Emilia.

L’iniziativa


Ieri ricorreva l’ottavo mese dalla sua scomparsa, ma il ricordo è ancora vivo. Così, in memoria di Martina, alla presenza della mamma Silvia e della sorella Aurora, è stato posato, al centro del cortile dell’oratorio, un pero da fiore, cioè una pianta che fiorisce in primavera, producendo dei fiori bianchi. Al tronco è stata posta la sua foto con la frase che la famiglia aveva messo nel ricordino: “Abbi cura di splendere!”.

Il ricordo

La mamma e la sorella hanno gradito tantissimo e ringraziato tutti. Gli stessi ragazzi hanno collaborato a portare a termine la piantumazione. La pianta è stata benedetta da don Piergiorgio Torreggiani, parroco di Luzzara, con una preghiera che ha coinvolto tutti i ragazzi e i giovani presenti alla significativa e toccante cerimonia. Nella simbologia cristiana, tra l’altro, il pero (Pyrus) appare spesso in connessione con l’amore di Cristo per l’umanità. Per gli antichi greci il pero era consacrato alla Luna e alla dea Era. In Cina la pianta è simbolo di giustizia, longevità, purezza e saggezza.

«Il Signore ha creato la Terra è ha affidato all’uomo le sue risorse pereché con il lavoro delle sue mani e con il suo ingegno porti avanti il suo progetto creativo – ha detto don Piergiorgio – Anche noi vogliamo fare la nostra parte, mettendo a dimora questa nuova pianta in memoria di Martina, contribuendo così a rendere questo luogo sempre più simile al giardino che Lui ha creato all’inizio della storia umana. Signore fa che questa pianta che abbiamo messo al centro di questo oratorio ci ricordi sempre che Martina è viva accanto a te e continua a fiorire in Paradiso insieme agli angeli e ai santi in attesa della resurrezione».

La malattia

L’improvvisa scomparsa di Martina Bonaretti, a soli 21 anni, in piena pandemia aveva sconvolto la comunità luzzarese. Si era ammalata di Covid19 e nell’arco di una settimana il virus se l’era portata via. Era stata, all’epoca, la più giovane vittima del Coronavirus della Regione Emilia Romagna. Anche i genitori e la sorella dio Martina furono contagiati e non poterono neppure partecipare in chiesa al suo funerale.

Il feretro sostò per qualche minuto davanti all’abitazione della famiglia Bonaretti prima di proseguire per il cimitero. Da studentessa aveva frequentato l’istituto professionale “Mario Carrara”.

Si era specializzata come operatrice socio-assistenziale. Aveva mille progetti Martina per il suo futuro: il lavoro, la possibilità di farsi una famiglia, avere dei bambini. Ma il Covid19 ha spazzato via tutti i suoi sogni e quelli del suo fidanzato. —

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