La Regione in aiuto per i lavori nei capannoni confiscati

Uno dei depositi di attrezzatura edili dei Grande Aracri, confiscati a Brescello

Brescello, erano dei Grandi Aracri, diventeranno la nuova sede della Protezione civile. Il vicesindaco Storchi: «Con quei 120mila euro potremo finire l’intervento»

BRESCELLO. Con i 120mila euro in arrivo dalla Regione, il Comune e la Protezione civile potranno terminare i lavori nei capannoni edilizi sequestrati alla Marmi Nusa, azienda sequestrata ai Grande Aracri e più volte passata di mano tra i vari componenti della famiglia, situata in via Breda Vignazzi e via Cisa.
«Si tratta – spiega il vicesindaco Stefano Storchi – di un aiuto importante che ci consentirà di ultimare le nuovi sedi della Protezione civile del paese e dello stabilimento di insacchettamento, che avrà invece una valenza di ambito territoriale».

È di ieri la notizia del via libera, da parte della Regione, del contributo richiesto mesi orsono dal Comune di Brescello, che ha ottenuto in affidamento i due edifici – capannoni di vaste dimensioni e una palazzina, già svuotati del materiale edile che contenevano, tra l’altro, marmi, attrezzature e una gru – da parte dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, confiscati nell’ambito delle operazioni Edilpiovra e Aemilia. È spettato poi al Comune individuare la destinazione sociale più consona, e la scelta è caduta sulla Protezione civile, che ora ha sede in municipio e che ha invece la base operativa in un capannone in affitto.



«Si tratta di un servizio alla comunità già collaudato – prosegue Storchi – e che ha già operato anche su territori extra-comunali andando in aiuto, per esempio, per gli allagamenti nell’area del Modenese».Negli ultimi tempi la Protezione civile di Brescello è diventata un punto di riferimento per la Bassa reggiana, e non solo, sul tema del rischio idraulico; ha sviluppato potenzialità e acquisito esperienze in varie zone l’Italia. In più, dispone di un macchinario come l’insacchettatrice che si rivela particolarmente prezioso in certe situazione di emergenza e può essere sfruttato anche da altre associazioni. Anche grazie la lavoro già compiuto all’interno dei capannoni dagli uomini della Protezione civile, che si sono impegnati a liberare i luoghi e a rinnovarli, l’intervento– ora che il contributo regionale è una realtà – potrebbe essere terminato nel giro di pochi mesi. In autunno la nuova sede della Protezione civile potrebbe essere operativa.

La Regione ha finanziato complessivamente 39 progetti a livello regionale, indicati da enti locali e università, con l’obiettivo di difendere la legalità e la prevenzione delle infiltrazioni del crimine organizzato. Complessivamente, la Regione ha messo a disposizione dei territori un milione e 130mila euro.