Contenuto riservato agli abbonati

Covid, un reggiano su quattro non si è vaccinato né prenotato

Sono circa centomila i cittadini restii alla vaccinazione. Tra i 12-17enni ha ricevuto la prima dose solo il 38%

REGGIO EMILIA. Un reggiano su quattro non si è ancora vaccinato, né prenotato. È il dato – allarmante – emerso ieri durante la conferenza stampa con cui l’Ausl è solita fare il punto sulla diffusione del virus nella nostra provincia e sull’impatto che questo ha sulla struttura ospedaliera, sui servizi territoriali e in generale sulla vita delle persone.

Con la circolazione della variante Delta (che oscilla tra il 40 e il 60% dei casi), l’incidenza giornaliera di positivi in crescita (anche se con numeri ancora sotto controllo: siamo sui 10-12 casi ogni 100mila abitanti) e il fisiologico allentamento delle misure anticontagio portato dall’estate, questo non è certo il momento per abbassare la guardia. Il direttore sanitario dell’Ausl reggiana, Nicoletta Natalini, e il direttore del presidio ospedaliero, Giorgio Mazzi, lo ripetono spesso, come se il messaggio non fosse mai abbastanza chiaro: «Mascherine, distanziamento e vaccino. Dobbiamo vaccinarci, vaccinarci tutti. Al momento non abbiamo problemi di dosi, le abbiamo in grande quantità di tutti e quattro i vaccini, quindi basta solo prenotarsi».


LA TENDENZA

Non siamo in una situazione da allarme rosso, spiega la dottoressa Natalini, «ma sicuramente c’è preoccupazione per la ripresa dei casi positivi». Nella nostra provincia non eravamo mai arrivati ad avere zero casi, ma eravamo scesi a 2-3 al giorno. Ieri, invece, i nuovi positivi sono balzati a 28. «Siamo in linea con le altre province – spiega Natalini – soprattutto Piacenza, Rimini, Modena... quelle che come noi erano state molto colpite nell’ultima ondata. Hanno numeri più bassi, invece, Ferrara e Parma».

Il dato positivo riguarda le ospedalizzazioni, che sono scese a dieci. «Importante segnalare – sottolinea il dottor Mazzi – che nessun paziente Covid è attualmente ricoverato in terapia intensiva o semi-intensiva, né in pneumologia. I ricoverati si trovano nel reparto di Malattie infettive». Segno che la campagna vaccinale sta facendo effetto, ma, dall’altro lato, che ci sono anche spazi di miglioramento. Lo dimostrano, ancora una volta, i dati «che ci dicono che si stanno ammalando i giovani, con la presenza di diversi focolai». Anche qualche vaccinato si è ammalato, a riprova che la somministrazione del vaccino non protegge completamente dalla malattia e non impedisce di trasmettere il virus, «ma solitamente chi si è vaccinato sviluppa sintomi lievi o del tutto assenti e non necessita di ricovero ospedaliero», spiega Natalini. «E bisogna aggiungere che spesso chi si ammala nonostante si fosse vaccinato era entrato in contatto con il virus prima che la dose del vaccino facesse effetto», le fa eco Mazzi, ricordando che la copertura si ottiene solo dopo due settimane dalla vaccinazione. Non sapendo cosa accadrà nelle prossime settimane, comunque, «l’importante è vaccinarsi. Perché il vaccino copre anche le varianti ed è un’azione che permette di tutelare se stessi, gli altri e anche il sistema sanitario, perché solo il vaccino può far smettere di circolare il virus e dunque togliere pressione agli ospedali e ai servizi territoriali».

I VACCINATI

Nonostante gli appelli lanciati da medici e scienziati per farsi vaccinare, e la presenza della variante Delta che è molto più contagiosa e letale della variante Alfa (quella inglese, cioè, che a sua volta aveva una trasmissibilità più alta del 50% rispetto al ceppo originario e una maggiore letalità del 60%), c’è ancora chi è restio a farsi somministrare il vaccino. Su 451.280 aventi diritto alla vaccinazione (dunque cittadini dagli 11 anni in su), a Reggio si sono vaccinati in 326.848 e prenotati in 30mila. Significa che quasi centomila persone non si sono ancora vaccinate, né prenotate.

Le adesioni alla campagna vaccinale scendono con l’età, segnando un record negativo nella fascia dei 12-17 anni dove si è vaccinato solo il 38% degli aventi diritto. «Per agosto però – precisa Natalini – abbiamo già tantissime prenotazioni, quindi anche questa fascia si porterà sul 50% di adesione, riallineandosi alla media delle classi più giovani, quelle dai 39 anni in giù». La fascia d’età più coperta è quella degli ultraottantenni dove i vaccinati con almeno una dose sono il 95,4% del totale. La percentuale scende (di poco) al 93,2% tra i 75-79enni, poi al 91,1% tra i 70-74enni. Tra i 65-69enni si è vaccinato l’88,1% degli aventi diritto, tra i 60-64enni l’84,6%, tra i 55-59enni l’82,1%. Adesione ancora più bassa tra i 50-54enni (78,3%) e tra i 40-49enni (70,6%). —

© RIPRODUZIONE RISERVATA