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Saman, per gli investigatori il corpo è nell’azienda agricola

Nonostante i 67 giorni di ricerche senza esito, le indagini restano concentrate sulla zona

NOVELLARA. Samas Abbas è stata uccisa la notte tra il 30 aprile e il 1° maggio e il suo corpo è stato fatto scomparire vicino a casa, nelle zone attorno all’azienda agricola “Le Valli”, presso cui lavoravano i parenti della ragazza. Rimane questa, attualmente, la pista investigativa principale seguita dagli inquirenti, privilegiata fin dall’inizio delle indagini sulla scomparsa della 18enne pakistana.

Un’ipotesi che si è fatta strada, a discapito di altre, in base alle evidenze investigative emerse nelle settimane successive alla scomparsa di Saman e che rimane tutt’oggi prevalente. Due mesi di ricerche infruttuose non hanno, quindi, scalfito il convincimento, da parte degli inquirenti, che ci possano essere ipotesi alternative a quella dell’uccisione con occultamento in loco riconducibili alla scomparsa di Saman. Tutt’ora viene ritenuta poco credibile, quindi, l’ipotesi che Saman possa essere stata portata altrove con l’ausilio di un’auto, che avrebbe potuto imboccare strade di campagna poco battute e sprovviste di telecamere di sorveglianza, dopo essere stata caricata sul mezzo già priva di vita per occultarne il cadavere nelle campagne sperdute, oppure condotta in un luogo segreto, ancora viva, per un rapimento con sequestro. Ipotesi, o speranza, quest’ultima, avvalorata da Saqib Ayub, il fidanzato di Saman, con cui voleva sposarsi.


Gli inquirenti rimangono convinti della ricostruzione dei fatti già delineata in prima battuta, all’inizio delle indagini. Saman sarebbe stata strangolata dallo zio 33enne Danish Hasnain (ricercato, attualmente latitante in Europa o altrove), nell’ambito di un complotto familiare che avrebbe comportato l’uccisione della ragazza, a seguito del suo rifiuto di accettare delle nozze combinate dai parenti con un cugino in Pakistan. Sarebbero stati i genitori – precisamente la madre – a consegnare la ragazza allo zio poco dopo la mezzanotte del 1° maggio lungo uno dei viottoli sterrati che portano alle serre dell’azienda agricola, come attestato dai filmati delle videocamere di sorveglianza, che poco dopo riprendono il ritorno a casa dei due genitori senza la figlia.

A quel punto cosa sarebbe successo? Lo zio avrebbe strangolato Saman, forse aiutato dai cugini Ikram Ijaz, 28enne arrestato mentre era in fuga in Francia ed estradato in Italia, che tuttavia nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, e Nomanulhaq Nomanulhaq, 33enne tutt’ora latitante in Europa. Poi avrebbe occultato il cadavere dentro una delle 178 serre dell’azienda agricola, oppure in un luogo circostante (un’area larga all’incirca 3,5 chilometri quadrati) raggiunto camminando a piedi, dove non mancano molti luoghi “ideali” per nascondere un cadavere: i tombini che fanno accedere alle tubazioni sotterranee per l’acqua irrigua dei campi; le ex porcilaie in disuso; le vasche di stoccaggio a cielo aperto dei liquami; i corsi d’acqua (canali e fossi); alcuni ruderi disabitati e pericolanti; le aree boschive e semi-arbustive; i tombini per l’ispezione dei condotti fognari sotterranei; e campi sterminati dove seppellire un cadavere. Tutti luoghi perlustrati, a più riprese, dai ricercatori.

Di Saman non è emersa alcuna traccia, ma gli inquirenti rimangono convinti che il suo corpo si trovi lì. Nonostante la svolta rappresentata dalla sospensione delle ricerche, senza riscontri dopo 67 giorni di ininterrotta attività sul campo, non cambia il quadro indiziario, che rimane quindi immutato. I carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia e della Compagnia di Guastalla, coordinati dalla Procura reggiana, in questa fase stanno proseguendo le attività investigative che potrebbero dare ulteriore forza all’ipotesi predominante o, eventualmente, aprire altre strade investigative. Elementi utili al ritrovamento del corpo della ragazza potrebbero arrivare dalla cattura dei parenti latitanti in Europa (lo zio Danish Hasnain, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, e il cugino 33enne Nomanulhaq Nomanulhaq) e fuggitivi in Pakistan (Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, i genitori della ragazza). Non si esclude che le ricerche potrebbero riprendere, in futuro, nel caso di eventuali nuove indicazioni che dovessero giungere nel corso delle indagini. —


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