Muore a 23 anni nell’incidente in A1 «Giada era una stella, amava la vita»

Casalgrande: ballerina e insegnante di zumba, domenica tornava da un weekend al lago assieme al fidanzato e agli amici

CASALGRANDE. «Giada era una stella. Una ragazza solare, sempre sorridente. Non era mai arrabbiata. Amava la danza e credeva nella vita. Era un angelo». Dal buio della notizia più tragica, sono parole di luce, quelle che il nome di Giada Giannone, 23 anni, riesce comunque a evocare nella zia, nei famigliari e in tutte le persone che la conoscevano e le volevano bene. La giovane istruttrice di zumba, ballerina fin da quando aveva 5 anni, è morta nella notte tra domenica e lunedì, vittima del tragico incidente stradale in cui, assieme al fidanzato, alla sorella 17enne di lui e al ragazzo di lei, era rimasta coinvolta sull’A1, un chilometro dopo il casello di Reggio Emilia. Verso le 18 di domenica erano di ritorno da una weekend sul lago di Iseo, diretti probabilmente a godersi, come tutti, la finale dei campionati europei di calcio. Invece, l’auto sulla quale viaggiava è stata tamponata, e le due ragazze sono volate fuori dall’abitacolo. Per Giada, trasportata in elicottero al Maggiore di Parma, purtroppo non c’è stato niente da fare. È morta poche ore dopo l’arrivo in ospedale.



La notizia della sua morte è un fulmine a ciel sereno. Perchè Giada era un cielo sereno. Viveva a Casalgrande con la mamma Antonietta Lepore, il padre Sandro, originario di Nardò (Lecce), il fratello 19enne e la sorellina di 12 anni. Aveva studiato all’istituto Nobili di Reggio Emilia, ma era la danza il fulcro di tutta la sua vita.



Aveva mosso i primi passi a ritmo di musica fin da piccolina nella scuola Fusion Dance Academy dello zio Massimo Lepore, a Sassuolo. Danza moderna, contemporanea, latino-americana in gruppo e in coppia, hip hop: Giada primeggiava in tutte le specialità. Aveva partecipato anche a competizioni, vincendo molti campionati italiani.

Da qualche tempo, insegnava zumba e strong nation alla palestra New Life di Scandiano. Un impegno che affrontava sempre con il sorriso sulle labbra, anche nei difficili mesi in cui le palestre erano chiuse a causa della pandemia. Sui social ci sono i video realizzati in quei mesi, dove con energia e passione Giada riusciva a trasmettere la voglia di muoversi anche a chi stava dall’altra parte dello schermo, impossibilitato a raggiungerla in palestra.

Lunedì, alla notizia della sua morte, la palestra ha chiuso tutto il giorno per lutto. Sulla bacheca Facebook sono tantissimi i messaggi di dolore e vicinanza per la sua morte. Sono un coro di ricordi di una ragazza che sapeva trasmettere la sua energia, che arrivava al cuore delle persone, riuscendo a conquistarle con la sua gentilezza, simpatia e quella indomabile voglia di ballare.

Il funerale di Giada non è ancora stato fissato.

La famiglia attende il nullaosta dalla procura, ma la volontà è quella di celebrarlo a Sassuolo, nella parrocchia della Consolata, a Pontenuovo, perché forte è il legame della famiglia con Sassuolo. —

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