Inaugurata la stanza per le vittime di abusi

Un luogo accogliente allestito nel comando dei carabinieri Il progetto realizzato grazie all’impegno di Soroptimist Club

CASTELNOVO MONTI. Un luogo accogliente in cui raccontare in serenità le minacce e le violenze, in cui denunciare i soprusi subiti spesso all’interno della propria casa.

Da ieri anche la montagna può contare su progetto “Una stanza tutta per sé”: in mattinata è stato inaugurato uno spazio ad hoc realizzato all’interno del comando dei carabinieri di Castelnovo Monti, all’ingresso del paese, allestito grazie al contributo del Soroptimist Club Reggio Emilia assieme all’Arma.


La stanza verrà utilizzata per la raccolta delle segnalazioni e delle denunce su violenze e abusi da parte di donne, in cui opererà principalmente il personale femminile della compagnia appenninica.

Ogni dettaglio, dagli arredi alle luci ai colori delle pareti, è pensato per accogliere e mettere il più possibile a proprio agio donne che si troveranno a dover indicare dettagli e circostanze dolorose e molto complesse. Inoltre, sono presenti impianti di videoregistrazione, così da consentire la verbalizzazione computerizzata; un modo per ridurre le testimonianze e conservare materiale da utilizzare nella successiva fase processuale. “Una stanza tutta per sé”, progetto che prende il nome da un testo della scrittrice statunitense Virginia Woolf, è già presente nel territorio reggiano da alcune mesi, il Soroptimist Club Reggio Emilia ha curato la creazione di spazi di questo tipo a Guastalla e a Reggio Emilia, ora si aggiunge l’Appennino, un territorio vastissimo in cui i carabinieri sono il primo riferimento su simili tematiche.

Il taglio del nastro ha visto la presenza del comandante della compagnia, il capitano Josè Ghisilieri, di una delegazione del Soroptimist Club Reggio Emilia formata dalla presidente Chiara Davoli e da Giuseppina Guzzi, del presidente dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano Tiziano Borghi, sindaco di Carpineti, del primo cittadino castelnovese Enrico Bini, dell’assessore dell’Unione e sindaco di Villa Minozzo e del consigliere di opposizione a Castelnovo e in Unione Alessandro Davoli.

D’ora in poi, le donne che si troveranno nelle condizioni di dover denunciare soprusi, episodi di stalking, gesti violenti e maltrattamenti saranno ricevute nella stanzetta apposita, dove la segnalazione verrà raccolta e registrata principalmente dalle militari in servizio in montagna, che già stanno seguendo percorsi formativi appositi.

Altri approfondimenti e momenti di preparazione sono poi in programma nei prossimi mesi, alcuni fra questi verranno organizzati sempre con la collaborazione del Soroptimist Club reggiano, che già in altri distretti si è attivato anche per incontri nelle scuole sulla tematica. «Il progetto ha lo scopo di sostenere la donna nel delicato e incisivo momento della denuncia di violenze e abusi alle forze dell’ordine e nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona. Si tratta di un ambiente allestito in modo che la donna possa sentirsi a proprio agio nel raccontare di volta in volta le emozioni e le situazioni negative vissute, accolta in un luogo dedicato da personale specializzato», ricordano i promotori. Fa parte di un accordo nazionale firmato nel 2015 fra la rete italiana dei club Soroptimist e il comando generale dell’Arma dei carabinieri, in questo periodo ha permesso la creazione di oltre 170 stanze in Italia, tutte predisposte seguendo le linee-guida concordate in un protocollo. —

Adr.Ar.

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