Lei gli mandava foto osé cade l’accusa di stalking

Giovane denunciato dalla madre della fidanzata, con cui aveva una relazione Era finito agli arresti. Condannato a sei mesi “solo” per le lesioni personali

GUASTALLA. Assolto dal reato di stalking perché il fatto non sussiste. Condannato invece a sei mesi (pena sospesa) per il reato di lesioni personali, con l’aggravante (di aver commesso il fatto in danno di una persona con la quale aveva una relazione affettiva) considerata equivalente alle attenuanti generiche. Questa la sentenza emessa nei confronti di 24enne guastallese al centro di una storia alquanto pruriginosa, che è stata al centro del chiacchiericcio della cittadina della Bassa per mesi: fidanzato con una ragazza, il giovane ha intessuto una relazione proibita con la “suocera”, la madre della fidanzata, finché la 46enne non lo ha denunciato. E c’è da scommettere che il gossip si scatenerà ancor di più ora, visto che l’assoluzione è dovuta da un colpo di scena: la chat e le foto osé della donna, che si prestava al sesso a distanza il giorno prima della denuncia, lo hanno scagionato.

Circa tre anni fa il giovane agricoltore si è fidanzato con la figlia (al tempo minorenne) della donna, intessendo ben presto una relazione parallela e “bollente” con la madre. Il tutto sarebbe rimasto nella sfera personale, sennonché, durante il lockdown il legame proibito con la 46enne si è via via deteriorata, fino a implodere. Il 21 maggio 2020 (il giorno precedente la “liberazione” dalle restrizioni Covid) la donna si è presentata al pronto soccorso dall’ospedale con delle ferite, dichiarando che non solo il 24enne l’aveva maltrattata, ma ormai da due anni e mezzo la perseguitava. Giudicata guaribile in quattordici giorni, la donna si è recata in questura per sporgere denuncia: ai poliziotti ha consegnato un video a riprova dell’aggressività dell’amante, affermando di aver cancellato i dialoghi transitati dal suo cellulare perché voleva dimenticare.


Il 20 giugno 2020 il 24enne, mentre era in vacanza in Romagna con la nuova fidanzata, è stato arrestato, poi posto ai domiciliari e costretto a indossare il braccialetto elettronico fino a marzo 2021.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Andrea Pellegrini, ha portato a discolpa le testimonianze degli amici di lui, che hanno descritto una coppia clandestina non conflittuale. Ma è stato il cellulare del 24enne la chiave di volta. L’agricoltore – si suppone più a suo agio con la tecnologia per ragioni anagrafiche – ha recuperato tutto il materiale scambiato via WhatsApp con l’ex amante: comprese le fotografie che lei, completamente nuda, gli ha inviato fino al giorno prima dell’accesso al pronto soccorso.

Proprio questo materiale, passato sotto gli occhi del giudice, è stato decisivo nel demolire l’accusa di stalking, sebbene il pm Valentina Salvi abbia proposto una condanna (comprensiva di entrambi i reati) di un anno e otto mesi. La 46enne, costituitasi parte civile e presente in aula assieme all’avvocato Laura Santoro del Foro di Parma, si è allontanata in silenzio; il giudice le ha riconosciuto un risarcimento di mille euro a fronte di una richiesta di diecimila euro.

«Non sono uno stalker. Sono contento. Ho ritrovato serenità dopo aver sofferto le misure cautelari», ha fatto sapere il giovane tramite l’avvocato Pellegrini. Quest’ultimo ha commentato: «La prova positiva della sua innocenza era nella chat. Sul piano professionale, sono lieto perché siamo riusciti a dimostrare l’innocenza del mio assistito su un reato così odioso come lo stalking, ripristinando l’effettiva veridicità dei fatti storici». —

Ambra Prati

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