Donati alla Caritas 1.400 abiti sequestrati per contraffazione

REGGIO EMILIA. Il comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Emilia, su disposizione dell’autorità giudiziaria reggiana, ha devoluto in beneficenza alla Caritas diocesana circa 1.400 articoli di vestiario contraffatti, sequestrati prima della loro illecita immissione sul mercato.

I capi di abbigliamento in questione – costituiti prevalentemente da maglie, pantaloni e zaini – erano stati sottoposti a sequestro nel 2018 dai finanzieri del gruppo, a seguito di una vasta operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia: un’operazione che ha permesso di ricostruire la cosiddetta “filiera del falso”, fino ad individuare il fornitore a Bologna.


Quest’ultimo deteneva i beni in questione pronti per essere commercializzati, nonché anche un opificio in provincia di Barletta. Era qui, nell’opificio pugliese, che si trovava il quartiere generale deputato alla riproduzione e allo stampaggio delle false etichette.

Al termine delle indagini sono stati denunciati sette soggetti per i reati di produzione e commercio di merci recanti marchi contraffatti oltre che per ricettazione, mentre i beni sono stati destinati alle molteplici iniziative caritative e assistenziali della chiesa locale, a supporto delle persone indigenti e dei soggetti in gravi difficoltà economiche.

La consegna dei capi di abbigliamento è avvenuta presso la sede di via dell’Aeronautica, alla presenza del direttore della Caritas reggiana, il diacono permanente Isacco Rinaldi, e di una rappresentanza di militari della guardia di finanza che ha voluto testimoniare, con questa importante iniziativa di solidarietà, l’impegno costante profuso dalle Fiamme Gialle a tutela di cittadini e famiglie in difficoltà, attraverso l’affermazione dei principi di legalità ed equità sociale.

Nei giorni scorsi la Caritas aveva presentato il rapporto provinciale sulle povertà. Secondo i dati diffusi aumentano nella nostra provincia i giovani nella fascia 19-24 anni e gli italiani, pari al 25% del totale, che a Reggio si sono rivolti nel 2020 alla Caritas diocesana. Si è registrato inoltre un aumento della povertà e della solitudine, soprattutto tra coloro che con la crisi sono scivolati nell’impossibilità di mantenere se stessi e la famiglia. —

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