Reggio Emilia, addio a Edmea Sorrivi: storica docente e riferimento della cultura reggiana

Per quarant'anni alla guida della società Dante Alighieri cittadina, è deceduta a 94 anni. Molti i ricordi di amici e istituzioni

REGGIO EMILIA. Uno dei principali punti di riferimento per la cultura reggiana, una donna forte e ingegnosa che ha dedicato la sua vita all’insegnamento, ai giovani, all’amore per la famiglia e per la sua città. È deceduta a 94 anni Edmea Aldegarda Sorrivi, una morte che ha sconvolto tutta Reggio Emilia e che è stata annunciata ieri dai parenti a funerali già avvenuti, come da esplicita richiesta di quella che, per tutti gli amici, è sempre stata semplicemente “Mea”.

E così la ricorda, ad esempio, Ercole Leurini, suo grande amico e come lei ex-docente delle scuole superiori: «Edmea era una persona speciale, dotata di grande cultura, una donna molto spiritosa e simpatica».


Un soprannome, Mea, sintomo di un’umiltà che contrasta con le numerose cariche di prestigio da lei ricoperte nel corso della sua vita. Prima fra tutte, e forse quella per cui era più conosciuta, la presidenza della sede reggiana della società Dante Alighieri, guidata da Edmea per quarant’anni.

«Tanti i momenti incancellabili, mille le iniziative – disse il giorno che lasciò ufficialmente la presidenza –. Di una però vado veramente orgogliosa: quando siamo riusciti a installare la statua in bronzo di una “Maestrina” al Parco Cervi. Un modo concreto della Città del Tricolore di onorare la docenza della lingua italiana. Un idioma sul quale dobbiamo vigilare per evitare che venga intaccato dai termini stranieri».

Ma a caratterizzare la vita di Edmea, soprattutto quella privata ma spesso anche quella pubblica, è stata la sua lunga e tenera storia d’amore con Laerte Guidetti, decano dei giornalisti sportivi reggiani, scomparso all’età di 82 anni il giorno di Capodanno del 2006: ebbero una sola figlia, Maurizia. Insieme, nel 2001, festeggiarono i cinquant’anni di matrimonio. Prima al teatro Ariosto, nel corso di una cerimonia organizzata dallo Zonta club con la collaborazione del Comune. Poi, qualche mese dopo - il giorno della ricorrenza, il 16 settembre - con la celebrazione ufficiale delle nozze d’oro nella basilica di San Prospero.

Preside, insegnante e donna di cultura a tutto tondo, molti furono gli interessi di Edmea. Fu lei, ad esempio, a fondate la delegazione reggiana del prestigioso Club del Fornello, un’associazione tutta femminile che conta in Italia 42 gruppi e 700 socie che si fregiano con orgoglio del titolo di “fornelle”, unite dalla comune passione per la buona cucina e la creatività. Un impegno per la collettività che venne premiato nel 2019 quando, in occasione della Festa della Repubblica, ricevette in prefettura l’onorificenza di commendatrice.

Grande il dolore che lascia la morte di Edmea anche fra le istituzioni, con cui ha sempre collaborato proficuamente. È commosso il ricordo del sindaco Luca Vecchi e di Raffaella Curioni, assessora a Educazione e conoscenza: «Era, come ogni anno, la “Giornata della Dante”: 4 ottobre 2018 e lei entrò in Sala del Tricolore fra applausi, abbracci e strette di mano, vestita di un elegante e sgargiante abito giallo. Aveva 91 anni ed era felice, sorridente, entusiasta. Tradiva un filo di emozione. Perché quel giorno lasciava la presidenza del Comitato di Reggio Emilia-Guastalla della gloriosa Società Dante Alighieri. Disse con semplicità: “Ringrazio tutti, perché mi hanno voluto bene e mi hanno aiutata”. Desideriamo ricordare così la professoressa Edmea Sorrivi Guidetti e porgere il cordoglio dell’amministrazione comunale e nostro personale ai suoi famigliari e a quanti, sono davvero tantissimi, l’hanno conosciuta come docente, animatrice culturale ed educativa e hanno potuto collaborare con lei». Nella sua lunga vita Edmea ha insegnato a generazioni di studenti.

«Per tutti – proseguono Vecchi e Curioni – citiamo quelli del liceo classico Ariosto a cui impartiva lezioni di chimica, biologia, scienze naturali, riuscendo ad affascinare e formare ragazzi più propensi alle materie umanistiche. Edmea desiderava però andare oltre i programmi didattici proponendo un modello educativo-culturale aperto, consapevole del bisogno dei ragazzi e dell’importanza di scoprire e confrontarsi con il mondo».

Amava ricordare, scrivono ancora sindaco e assessora, «l’esperienza della sua mamma, anch’essa insegnante, lontano da Reggio Emilia in tempi in cui l’insegnamento e l’emigrazione femminile erano assai inusuali, segno appunto di coraggio ed emancipazione. Un legame che emerse anche in occasione della realizzazione, all’ingresso del parco Cervi, del monumento alle “Maestrine d’Italia”. Edmea lavorava all’idea nel 2012 e qualche tempo dopo arrivò la risposta dall’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Edmea ci lascia in questo anno, anch’esso di celebrazioni e memoria del Sommo poeta: ci piace ricordarlo, sia pure con dolore, come segno di appartenenza e di condivisione dei valori educativi e culturali, che hanno accompagnato come beni comuni la lunga e intensa vita della professoressa Edmea Sorrivi Guidetti».