Nasce la casa-palestra per il recupero motorio

La posa della prima pietra della “casa palestra” di Arceto, progetto al quale da tanti lavora l’associazione di volontariato “Progetto Anziani Arceto”,la benedizione di don Antonio Davoli

Scandiano, posata la prima pietra accanto agli impianti sportivi di Arceto. Nei prossimi mesi l’apertura del cantiere. Già raccolte parecchie risorse, ma servono quasi 2 milioni

SCANDIANO. Primo passo concreto per la nuova “casa palestra” di Arceto, l’ambizioso progetto al quale da tanti lavora l’associazione di volontariato “Progetto Anziani Arceto”, titolare della gestione della casa protetta della principale frazione scandianese. Dopo anni di studi, trattative, valutazioni e raccolte fondi preliminari, nella mattinata di ieri si è svolta la cerimonia di posa della simbolica prima pietra della nuova struttura, che sorgerà in un prato a fianco degli impianti sportivi locali all’altezza di via per Scandiano 26, lungo la strada che conduce verso Chiozza e il capoluogo.

Il pubblico intervenuto

La data scelta non è causale: ieri, domenica 11 luglio, Arceto ha festeggiato come di consueto la sagra di San Luigi, molto sentita dai residenti. Un’edizione ridotta per le inevitabili restrizioni sanitarie del periodo, ma comunque presente dopo un anno di pausa forzata. Il momento ufficiale ha visto come ospite d’onore la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega al Welfare, Elly Schlein, affiancata dal collega di giunta Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura, nato e cresciuto ad Arceto ed ex sindaco scandianese. Con loro l’attuale primo cittadino di Scandiano, Matteo Nasciuti; il presidente della Provincia, Giorgio Zanni; i consiglieri regionali reggiani Roberta Mori e Federico Amico e quasi un centinaio di abitanti della zona, oltre al don Antonio Davoli, che ha benedetto la pietra. A coordinare l’intera mattinata i due principali artefici del progetto, il presidente e il vicepresidente dell’associazione “Progetto Anziani Arceto”, Giorgio Manfredini e Lanfranco Fradici, che da tempo sono impegnati a tempo pieno sia nella gestione della casa protetta – uno dei principali riferimenti per il distretto – e ora per portare a compimento il percorso della “casa palestra”.



Il cammino da percorrere è ancora ampio; nel tempo sono state messe insieme parecchie risorse fra convenzioni e finanziamenti, ma per completare l’opera servono quasi due milioni di euro. La necessità è forte, come hanno sottolineato Elly Schlein e gli altri relatori. Una palestra con queste caratteristiche potrà diventare particolarmente importante per l’intero comprensorio ceramico, sul fronte reggiano e non solo, in una delle aree più popolose dell’intera Emilia-Romagna.

La premiazione della professoressa Grazia Bartoli


Al momento, il fondo è ancora verde; nei prossimi mesi dovrebbe partire il cantiere vero e proprio per la costruzione delle fondamenta su cui poi edificare i vari ambienti. La palestra è stata pensata per permettere attività fisica e recupero motorio a persone con disabilità e a soggetti con la necessità di svolgere esercizi di riabilitazione. Sarà lunga 50 metri per 21, con un’altezza interna di oltre 7 metri e di 12 metri all’esterno, con un piano principale e due ulteriori livelli per servizi individuali, uffici e ambulatori.

«Due le parti fondamentali del progetto: un ampio spazio palestra e una porzione di servizi aggiuntivi complementari all’attività fisica in palestra e al recupero motorio personalizzato in piccoli spazi – è stato spiegato presentando i dettagli –. La palestra consiste di uno spazio aperto a tutta altezza adatto per dimensioni a contenere fino a un campo da basket, mentre la porzione dedicata ai servizi è strutturata su tre livelli».